La situazione agricola nello Stato Pontificio nel XIX secolo

Con Pio IX vennero iniziati lavori di costruzione di ferrovie. Nel 1870, quando anche Roma venne unita all’Italia, erano stati costruiti dallo Stato Pontificio circa 337 km di ferrovia. L’agricoltura pontificia si basava sulla produzione di olio d’oliva, vino, canapa, lana e seta. Lana e seta venivano esportate in quantità allo stato grezzo. Totalmente inesistente era il settore secondario industriale. Tutto il commercio, interno ed estero, beneficiò della fase di crescita dell’economia. Il decennio successivo al 1850 vide una crescita economica costante nello Stato Pontificio, come nel resto degli Stati italiani.

 

“La situazione agricola nello Stato Pontificio nel XIX secolo”, di Augusto Goletti

Clicca su  Goletti-La situazione-agricola-nello-stato-pontificio-nel-XIX-sec oppure sul seguente link:  http://www.bibliotecaviterbo.it/biblioteca-e-societa/1985-1986/Goletti.pdf, per leggere l’articolo.

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“Nu mai sunt cuvinte”, “Carul cu boi” şi originea imnului Israelului – “Hatikva”

Totdeauna gata!

Este un cântec pe care-l cântăm adesea la liturghie, în momentul împărtaşaniei, şi la veghile noastre. Versurile şi melodia ne impresionează.

Nu mai sunt cuvinte să poată lăuda
Toată iubirea şi-ndurarea Ta.
Pe altarul lumii, răstignit Tu eşti,
Şi pentru oameni, zilnic Te jertfeşti.

Cerul şi marea, tot ce în ea,
Muntele, valea şi inima mea,
Toate se-nchină Creatorului
Şi mulţumire îi dau Domnului.

Dar “Nu mai sunt cuvinte” – un cântec care preamăreşte jertfa pe cruce, iubirea şi îndurarea lui Dumnezeu – are, de fapt, linia melodică a imnului statului Israel – “Hatikva” – Speranţa.

Sună atât de familiar… şi nu e de mirare. Cel care a compus în 1888 melodia imnului Israelului, Samuel Cohen, s-a născut la Ungheni, în Basarabia. El a mărturisit că s-a inspirat din vechi melodii populare româneşti, care circulau în nordul Ardealului:

“Cucuruz cu…

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RISOTTO CON FAGIOLI E COZZE

RISO, FAGIOLI E COZZE

Ingredienti per 4 persone

gr 320 di riso Carnaroli
1 scatola di fagioli cannellini
gr 300 di cozze sgusciate
1 spicchio di aglio
vino bianco secco
1 litro di brodo vegetale ma se di pesce è meglio (filtrare e aggiungere l’acqua delle cozze)
prezzemolo
olio extra vergine di oliva
sale,pepe

Soffriggete l’aglio in poco olio, unite le cozze sgusciate e i cannellini scolati e sciacquati. Fate asciugare poi unite il riso, tostatelo e bagnate con il vino; quando sarà evaporato, aggiungere l’acqua delle cozze e continuate a cuocere versando il brodo un po’ alla volta. A fine cottura aggiungete un po’ di prezzemolo tritato, pepe macinato al momento e un paio di cucchiai di olio.

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Non sempre abbiamo il tempo di mettere a bagno i fagioli secchi per poi preparare una minestra o altro, quindi possiamo ricorrere a quelli in scatola.Vi assicuro che non è un sacrilegio,anzi, se pensiamo che grandi chef come Cracco e Barbieri pubblicizzano pomodorini conservati e patatine noi che chef non siamo possiamo anche permetterci questo lusso.Vi consiglio di tenerne una piccola scorta per ogni evenienza.

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Ingredienti per 4 persone

gr 320 di riso Carnaroli

1 scatola di fagioli cannellini

gr 300 di cozze sgusciate

1 spicchio di aglio

vino bianco secco

1 litro  di brodo vegetale ma se di pesce è meglio

prezzemolo

olio extra vergine di oliva

sale,pepe

Soffriggete l’aglio in poco olio, unite le cozze sgusciate e i cannellini scolati e sciacquati.Fate asciugare poi unite il riso, tostatelo e bagnate con il vino; quando sarà evaporato continuate a cuocere versando il brodo un po’ alla volta. A fine…

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Co-housing: vivere in campagna è meglio

Le comodità della casa propria con i vantaggi di essere comunità.Il co-housing è una nuova formula abitativa, in cui ogni nucleo familiare ha un proprio alloggio individuale e spazi comuni con i vicini (lavanderia, palestra, cucine, sale svago), fino a circa 20-40 appartamenti coinvolti. La nuova organizzazione residenziale punta a recuperare i valori di solidarietà e collaborazione reciproca tra persone che vivono a pochi metri di distanza le une dalle altre. In più, condividendo spazi e servizi in maniera collettiva, si ottengono notevoli risparmi dal punto di vista sia economico che ambientale. Fenomeno sempre più di tendenza negli Stati Uniti e in Europa, ora sta prendendo piede anche in Italia. E a trarne beneficio sono tutti i membri di una qualsiasi famiglia, a partire dalle persone più anziane.

Nato tra Olanda e Danimarca negli anni ’70, inizialmente il modello di co-housing era pensato soprattutto per venire incontro alle esigenze delle giovani famiglie: prevedeva infatti un’abitazione ad uso privato gestita dal singolo nucleo familiare e una serie di attività (lavori di casa, educazione dei figli) condivise. Esportato in Germania, Svezia e poi anche in Canada e negli Stati Uniti, questo modello ha subito un’evoluzione con l’invecchiamento dei suoi promotori originari, che si sono resi conto con il trascorrere degli anni di poterlo riproporre anche in versione “senior”, creando piccole comunità di persone anziane con situazioni personali simili.

Per le persone anziane si tratta di una importante novità. In molti casi trascorrono gli anni della vecchiaia in solitudine o in strutture specificamente riservate alla terza età. Il co-housing è però tutt’altro che un senior resort. Si basa infatti non sul concetto di assistenza, ma su semplici e sani rapporti di buon vicinato. Chi invecchiando teme di trasformarsi in “un peso per i figli” si troverà in una realtà profondamente diversa: il co-housing prevede infatti una rete sociale in cui l’invecchiamento è attivo, in cui è possibile divertirsi insieme e attivare progetti comuni, trascorrendo il proprio tempo in compagnia con la possibilità di “invecchiare tra amici”.

Il co-housing non è però concepito solo per le esigenze degli anziani, ma per creare comunità di vicini di casa di tutte le età, che vivono in condivisione, armonia e soprattutto amicizia. Il modello rifugge infatti apertamente strutture gerarchichetra inquilini: sono tutti di pari livello, hanno origini e storie personali completamente diverse gli uni dagli altri e si uniscono tra loro senza principi ideologici alle spalle. E anche l’Italia si sta muovendo in tal senso.

Nel nostro Paese tra le prime realtà territoriali ad accettare il modello va menzionato il Comune di Trento, che il 2 maggio 2016 ha approvato in consiglio comunale di voler “sperimentare e promuovere i progetti di coabitazione solidale, o co-housing”. I motivi furono spiegati in una nota: “Il Trentino è un territorio in cui tradizione e innovazione si mescolano costantemente. La pratica del co-housing attualizza due caratteristiche centrali della nostra tradizione, cooperazione e cura per il territorio“.

Del resto nella vicina Bolzano è partito un co-housing destinato ai giovani fra i 18 e 35 anni di età: si chiama “Mi impegno & Prendo casa” e intende aiutare chi vuole avviare attività in proprio uscendo dalla casa dei genitori. A Milano ci sono invece “Pomaseiuno” e “COventidue”: il primo è un complesso di appartamenti che dispongono di uno staff che ricalca quello di un albergo, il secondo unisce 57 appartamenti in una struttura all’avanguardia dal punto di vista energetico e che punta sul raggiungimento di alti livelli di comfort, vivibilità e socialità tra vicini.

Torino e Bologna hanno invece dato vita a due progetti di riqualificazione urbana, a Forlì sono state edificate villette in condivisione per 18 famiglie, a Lucca c’è un progetto per una corte di nuova concezione e a Ferrara il co-housing San Giorgio ha già vinto un premio internazionale, il ‘Green Building Solutions Awards’. “Ampliacasa” è invece un progetto voluto dall’associazione femminile Acisjf per venire incontro alle esigenze di giovani donne in difficoltà: sorgerà in Calabria, Sicilia e Sardegna per dare un alloggio a ragazze fragili o con pochi mezzi economici, con l’obiettivo di aiutarle ad acquisire o conservare una propria autonomia.

Anziani o giovani donne, insomma, sono al centro di nuovi progetti per vivere meglio, nella propria casa ma in un contesto che li faccia sentire sereni, coccolati, comodi. E soprattutto non li faccia più sentire soli.

Fonte:  co-housing

Vedi  https://vieniavivereincampagna.wordpress.com/

OUL

Erba Roberta (Geranium Robertianum L.) Năpraznic sau Iarba Sfântului Robert

Nome botanico: Geranium Robertianum L.

Nome comune: Erba Roberta

Conosciuta, nelle diverse zone d’Italia, anche con i nomi di “erba rossèra”, “cicuta rossa”, “roberziana”, “pizzu di cicogna”, “erba cimicina”,  l’Erba Roberta o il Geranio di San Roberto  (Geranium robertianum) è una pianta annuale annoverata nella famiglia delle Geraniaceae. (http://www.rimedinaturali.eu/2015/10/erba-roberta/)

L’Erba Roberta, Geranium Robertianum, cosí chiamata in onore di San Ruperto, vescovo di Strasburgo, vissuto nel VII secolo, che avrebbe avuto il merito di scoprirne le virtú emostatiche.  (http://www.viverelamontagna.ch/wp/magazine/?p=5633)

Descrizione: pianta erbacea, annuale ma spesso biennale, originaria nelle zone temperate di tutti i continenti, , in Italia è dappertutto, vegeta fino a 1600 mt, nei boschi ombrosi, su siepi, muri , lungo burroni, su terreni soffici , suoli azotati ed umidi. Fiorisce da Maggio a Ottobre . La sua raccolta richiede precauzioni essendo questa pianta quasi uguale nella forma delle foglie e nel loro odore sgradevole di cimice, (a causa del quale è detta anche erba “vomicina” o “cimicina”), alla velenosa cicuta. Ma l’Erba Roberta si contraddistingue per il fusto peloso, i fiori rosa, raramente anche bianchi ed i frutti secchi di forma allungata. Dal punto di vista officinale, viene utilizzata tutta la pianta.

 

Fonte immagine: wikipedia

Etimologia: Il nome del genere deriva dalla parola greca geranos = gru, con riferimento alla forma a becco dei sui frutti. È probabile che robertianum derivi dal latino ruber, rosso, a indicare gli stimmi che caratterizzano i fiori di questa pianta e il profilo rosso che circonda le sue foglie. Un’altra versione riconosce nel termine robertianum una deformazione di rupertianum per ricordare san Ruperto, vissuto nel VII secolo d.C . vescovo di Salisburgo, cui venne attribuito il merito di aver scoperto e diffuso le proprietà emostatiche di questa pianta, che utilizzava per curare le ferite.

Componenti principali: tannini con proprietà astringenti, diuretiche, antinfiammatorie, acido gallico ( rizoma), glucoside geranina ( con proprietà astringenti e antiemorragiche)

Proprietà e Rimedi:  l’intera pianta contiene una sostanza amara (la geranina, un olio essenziale), che conferisce il tipico odore, e notevoli quantità di tannino, che ne determinano l’azione astringente.

Uso interno:  da essa si ricavano infusi, tinture con proprietà astringenti, diuretiche, fluidificanti del sangue e lievemente ipoglicemizzanti. Si utilizza in caso di diarrea, edemi (ritenzione di liquidi) e come integratore nelle diete dei diabetici. Le forme più usate sono il decotto e l’olio essenziale:

Preparazioni: Per dosaggi e preparazioni personalizzate, consultare sempre il proprio medico.

Decotti: 20 gr di pianta per 1 litro di acqua. Se ne assumono da 3 a 4 tazze al giorno.

Uso esterno: si adopera in cataplasmi, grazie ai suoi principi attivi come resine, sostanze amare, vitamina C, tannini e oli essenziali; dimostra proprietà antiemorragiche e antinfiammatorie.

La pianta è utile anche contro affezioni oculari: irritazione, cisposi, congiuntivite, affezioni della bocca: stomatiti, faringiti, gengiviti. Eruzioni cutanee: (si usano le foglie fresche appena raccolte e applicate sulle parti da trattare): curano herpes, eczemi, infezioni della pelle

Curiosità: Da questa pianta si ricavano repellenti e coloranti, e l’odore particolare del suo fogliame riesce ad allontanare alcuni insetti parassiti dannosi per le piante ornamentali . La credenza popolare consigliava di tenere alcuni rametti di questo Geranium con due castagne d’india (frutti dell’ippocastano) negli armadi, per tenere lontane le tarme Nel dodicesimo secolo, Santa Ildegarda da Bingen proponeva molti medicamenti a base di Erba Roberta: questa Santa era nota per l’efficacia delle pozioni, sempre a base vegetale, che distribuiva ai pellegrini che affluivano a centinaia al suo convento. Un tempo, il decotto di Erba Roberta veniva impiegato per disinfettare la bocca e le gengive dei bovini colpiti dall’ afta epizootica, epidemia che decimava mandrie e greggi. Oggi viene impiegata per creare i cosiddetti “bordi misti”, elementi decorativi per giardini all’inglese, ideale per racchiudere e evidenziare con il suo colore, il tappeto verde centrale.

Bibliografia:
LANZARA P. Piante medicinali, Orsa Maggiore Editrice – 1997 ;
DELLA BEFFA M.T., Fiori di Campo, Istituto Geografico De Agostini 1999

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell’assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.

Fonte:  erboristeriasauro.it 

Năpraznic /  Iarba Sfântului Robert

Denumire științifică năpraznic: Geranium robertianum L.

Denumiri populare – română:   bănat, buruiană-de-săgetură/săgeţică, buruiene-de-roşeaţă, ciocul-berzei, iarba-pârciului/sângelui, închegătoare, mama-pădurii, năprasnică, năpraznică, năpraznic, piretrum, priboi, priboi-căpresc, solovârf, şovârf, ursan;

engleză: herb robertianum, St. Robert, Red Robin, Fox geranium, Bloodwort, Felonwort, Dragon’s blood;

franceză: grus, grue.

Deși e o plantă foarte puternică, Năpraznicul este aproape lipsit de reacții adverse.

Sfântul Robert a lăsat oamenilor, pe care i-a iubit atât de mult, o iarbă cu tulpini verzi-roșietice, cu flori roz-liliachii și un miros destul de greu, de sălbăticiune, cu care el facuse multe minuni terapeutice în timpul vieții: năpraznicul. Sfântul spunea despre aceasta iarbă că redă tinerețea și puterea, vindecă fără greș tumorile, ajută trupul și spiritul să lupte împotriva răului din interior și din exterior. 
De atunci, în limba franceză, la fel ca și în engleză, această plantă a fost denumită “iarba sfântului Robert”. Denumirea sa latină este Geranium robertianum, ea fiind răspândită din Europa, unde crește spontan, până în America și în Australia. 

Proprietăti terapeutice năpraznic: 

Intern:

– afrodiziac puternic (feminin, dar mai ales masculin), astringent şi antidiareic bun, antihemoragic bun, antispastic mediu-slab, antitumoral bun, diuretic mediu, emenagog bun (declanşează ciclul menstrual), emolient mediu-slab, hipotensiv slab, hipoglicemiant mediu-slab, reîntineritor puternic, revigorant puternic, depurativ mediu-slab, sudorific blând, diuretic mediu, stimulent şi reglator foarte bun al activităţii gonadelor, tonic general puternic.

Afecțiuni care se tratează cu năpraznic: boli tratate cu năpraznic: afecțiuni ale organelor genitale masculine și feminine, sterilitate, cancer uterin, afecțiuni renale, iritații oculare, herpes

Tratamente naturiste cu năpraznic:

– antiviral mediu (acţionează asupra virusului herpetic), astringent mediu, vulnerar bun.

– sterilitate masculină, impotenţă – pulbere de napraznic. Se ia o linguriţă de 4 ori pe zi, pe stomacul gol, în cure de lungă durată. în practică s-a dovedit a fi extrem de eficientă combinaţia de năpraznic cu rădăcină sau seminţe de brânca ursului. O reţetă populară indică pentru aceste cazuri şi consumarea unei linguriţe de suc proaspăt obţinut prin stoarcerea plantei, adăugată la ocană cu lapte.

– sterilitate feminină, frigiditate – pulbere de napraznic. Se ia o linguriţă de 4 ori pe zi, de obicei în asociere cu puţină scorţişoară pentru atenuarea mirosului care nu este foarte plăcut pentru femei.

– hemoragii uterine de diverse etiologii, dismenoree

– pulbere de napraznic – se administrează câte o jumătate de linguriţă de pulbere de napraznic din 2 în 2 ore în primele 3 zile ale tratamentului, după care se administrează de 4 ori pe zi.

– tumori benigne cu localizări diverse – ceai de napraznic si alte plante. Se beau 2-3 căni pe zi în cure de 3 luni, cu pauză de 1-2 luni.

– adjuvant în cancer – pulbere de napraznic. Se administrează o linguriţă de 4 ori pe zi în cure de 6 luni. Efectele cele mai pregnante s-au observat în cancerul uterin, dar planta poate fi folosită ca adjuvant şi în cazurile decancer mamar, pulmonar, intestinal sau cu alte localizări.

– diaree, inflamaţii ale intestinului – ceai de napraznic (2-3 linguriţe Ia cană). Se beau 2-3 căni pe zi. Are un efect de precipitare a proteinelor toxice din intestin, ceea ce determină un efect foarte rapid de diminuare a inflamaţiei şi de distrugere a microorganismelor de la acest nivel.

– nefrită, cistită (inclusiv cea însoţită de sângerări) – ceai de napraznic si alte plante. Are efect cicatrizant şi stimulent imunitar local. Este foarte bine să fie asociată cu plante antisepticeurinare mai puternice: merişor, tinctură de ienupăr, tinctură de răşină de pin

– iradiere, sechele după iradiere – se ia o linguriţă de năpraznic de 4-6 ori pe zi. Are efect adjuvant.

– iritaţii oculare, oboseală oculară – cataplasmă pe ochi. Se menţine 30 de minute.

– herpes cu diverse localizări – cu ceai de napraznic si alte plante foarte concentrat (5 linguriţe lacană) se fac spălaturi şi se pun comprese.

Mod de preparare năpraznic

– cel mai eficient este folosirea puberei de năpraznic. Aceasta se face cu ajutorul râşniţei de cafea. Se va lua 1-2 linguriţe de 3 ori pe zi, în special în afecţiunile grave. Se poate face acest lucru o perioadă mai lungă fără efecte secundare. Este foarte util în special în afecţiuni cancerigene.

– se vor pune 2 linguriţe de napraznic la 250 ml apă la temperatura camerei. Se va lăsa pentru 8 ore după care se va strecura. Separat se va face din 2 linguriţe de plantă un infiltrat. Acesta se va pune în 250 ml de apă clocotită. Se va acoperi pentru 10 minute, după care se va strecura. După ce acesta se mai răceşte se amestecă cu primul preparat şi se consumă în cursul unei zile.

 tinctură de napraznic – se vor pune 50 g de plantă mărunţită sau chiar transformată în praf într-o sticlă. Peste acesta se va pune alcool alimentar de 70°. Se va ţine apoi timp de 15 zile, timp în care se va agita de mai multe ori pe zi, pentru a se extrage principiile active din plante. Se va strecura după această perioadă.

Se va putea lua câte o linguriţă din tinctură de 3-4 ori pe zi diluată cu apă. Este bine ca aceasta să se ia înainte de mese.

Sursa:  ziarulevenimentul.ro 

Vezi și http://www.formula-as.ro/2010/911/medicina-naturii-44/o-iarba-de-leac-enigmatica-napraznicul-12257

Pdf:  Iarba Sfântului Robert – NĂPRAZNICUL – Medicina naturii – Numarul 1234 – Formula AS 

sau, link: http://www.formula-as.ro/2016/1234/medicina-naturii-44/iarba-sfantului-robert-napraznicul-21266

Geranium Robertianum L.

Descriere – erbacee anuala; tulpina ramificata, rosietica, 30-40 cm. Radacina fibroasa. Funze verzi, 6 cm lungime, opuse; limb palmat-sectat. Tulpina si frunzele sunt acoperite cu peri foarte fini. Flori roz-deschis, 1,5 cm diametru, grupate cate 2-4 la axila frunzelor; caliciu cu 5 sepale, paros; 5 petale rotunde, fiecare petala prezinta trei dungi albe; 10 stamine. Infloreste in mai-octombrie. Capsula oblunga, 2,5-3 cm lungime; contine 5 seminte. Seminte elipsoidale, varf si baza obtuze, suprafata slab reticulata, brun inchise. 2n = 84

Rata de crestere – repede.

Cerinte – prefera expozitii partial-umbrite, umbrite si soluri umede.

Creste bine in conditii sub-tropicale, daca se umbreste pe timpul veri.

Propagare – prin seminte, imediat dupa maturare. Se seamana la 2,5 cm distanta intre seminte, in sol bogat, acid, umed, la umbra sau semi-umbra, protejate de vanturile puternice.

Boli si daunatori – afide.

Parteneri naturali si de gradina – FilipendulaPulmonaria officinalisPrimula veris.

Proprietati si Utilizari – contine uleiuri volatile, taninuri, vitamina A, vitamina B, vitamina C, calciu, magneziu, iron, fosfor. Are actiuni astringente, antibiotice, antiviral, tonic, diuretic, digestiv, sedativ, antioxidant.

Radacinile se recolteaza in mai; infuzie din 2-4 g in 100 ml apa, 2-5 linguri pe zi. Partile aeriene inflorite, si frunzele recoltate vara si uscate; infuzie din 2-3 g in 100 ml apa.

Se presupune ca numele vine de la sfantul Robert, care este amintit in Sancti Ruperti Herba. Sf. Robert a folosit aceasta specie pentru a vindeca răni.

Intr-o legenda islamica geranium apare ca un dar de la Alah.

In limbajul florilor inseamna preferinta, prietenie adevarata.

Bibliografie

Bobby J. Ward – A Contemplation upon Flowers: Garden Plants in Myth and Literature – Timber Press, 1999C.P. Khare – Indian Medicinal Plants – Springer, 2008Jo Ann Gardner – Herbs in Bloom: A Guide to Growing Herbs as Ornamental Plants – Timber Press, 2005Marcel Lavabre – Aromatherapy Workbook – Healing Arts Press, 1996P.Dee Boersma, S.H.Reichard, A.N. Van Buren – Invasive Species in the Pacific Northwest – University of Washington Press, 2006Vat Bojnanska, Agaita Fargasovai – Atlas of Seeds and Fruits of Central and East-European Flora: The Carpathian Mountains Region – Springer, 2007
Vezi și Geraniacee

Il nostro giubilo a Don Petru Blaj, per i suoi 25 anni di sacerdozio

Preacucernice Părinte Petru,

În această zi frumoasasă
Cu drag noi ne-amintim
Că în Biserica noastră
Un bun păstor sărbătorim

Îți mulțumim, Părinte Petru,
Că ești aproape de noi
Cu vocea ta cuminte
În inimi, dragoste altoi

Că ai răbdare multă
Pe toți să ne asculți
Şi cu smerita-ţi rugă
Haruri să primim ne-ajuţi

Că din dulci ispite,
Ne-arăţi cum să ieșim
Şi înspre cele Sfinte
Ne chemi să năzuim

Să ne trăiești Părinte !
Viața ta ne fie povață
Și cu luare aminte
Tu ne înveți, precum Te Învaţă.

(adaptare după o poezie a lui Dorel Ţurcanu)

Futuro Insieme

Canonico Don Petru Blaj, originario della Romania, ordinato il 6 marzo 1993, è sacerdote diocesano, Canonico del Capitolo della Cattedrale di Narni (TR) ed è alla guida della parrocchia di SS. Giuseppe, Egidio e Marina di Nera Montoro e Treie.

Don Petru Blaj (Foto: http://www.diocesi.terni.it)

Oggi festeggiamo la storia di una chiamata iniziata venticinque anni fa con la sua Ordinazione sacerdotale, avvenuta nella concattedrale di Amelia,  il 6 marzo 1993.

Alle ore 18, la Santa Messa presieduta dal Vescovo di Terni-Narni-Amelia S.E. Rev.ma Mons. Giuseppe Piemontese nella Chiesa parrocchiale dei SS. Giuseppe, Egidio e Marina di Nera Montoro.

Don Petru Blaj è nato a Botești-Neamț (Romania), il 21 aprile 1961. Laureato in Cristologia e Comunicazioni sociali alla Pontificia Università Gregoriana; ha svolto il ministero di viceparroco ad Amelia e alla Polymer, per poi divenire parroco a Stroncone, Foce, Santa Maria in Monticelli di Amelia e Collescipoli.  Oggi è parroco dei SS. Giuseppe Egidio e…

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Sfântul Vasile cel Mare / San Basilio Magno

Astăzi, în familia noastră se sărbătorea ziua bunicului Vasile Farcaș, tatăl mamei noastre. Dacă de Crăciun și de Revelion, cei 9 copii ai lui Vasile și Elena Farcaș, petreceau fiecare la casele lor, fiecare cu propria familie.   Pe 2 ianuarie, iată că veneau cu mic și mare la țară, sa-l sărbătoarească pe Tata, de Sfântul Vasile.  Unii dintre verișorii mei nu au avut bucuria de a-l cunoaște, pentru că a trecut la Domnul  prea devreme. Dumnezeu să-l primească printre aleșii Săi, să-l odihnească în pace! Noi îl amintim în continuare ca în fiecare an, cu o rugăciune, o lumânare aprinsă și un pahar plin, repetând, fiecare după credința lui:  „Să fie bine primit”,  „Dumnezeu să facă parte”, „Bogdaproste”!

 2 ianuarie 2018, de Simona Cecilia Farcaș

Rugăciunea Sfântului VASILE CEL MARE pentru animale:

            “O, DOAMNE, fă să sporească în noi simțământul prieteniei față de toate făpturile, frații noștri mai mici, cărora Tu le-ai dăruit acest pământ pentru a le sluji drept cămin în care să trăiasca alături de noi.
Fie ca noi să înțelegem că acestea nu trăiesc numai pentru noi, ci și pentru ele și pentru Tine, și că se bucură de minunea vieții la fel ca și noi și Îți  slujesc după puterea lor mai bine decât o facem noi după puterea noastra”!       

It:  “O Signore, accresci in noi la fratellanza con i nostri piccoli fratelli; concedi che essi possano vivere non per noi, ma per se stessi e per Te; facci capire che essi amano, come noi, la dolcezza della vita e ti servono nel loro posto meglio di quanto facciamo noi nel nostro ” !

  (La preghiera è così riportata in Famiglia Cristiana del 14 ottobre 2007, nell’articolo Diversamente giovani di Franca Zambonini, p. 174.)

***

   ” Dumnezeu este Făcătorul Naturii și,  prin urmare, aceasta ne ajută să-L vedem si să-L înțelegem cu adevărat!… Venerație pentru orice viață, bunăvoință, iubire și milă față de animale și întreaga Creație, toate acestea sunt însușiri ale unei minți ascuțite și ale virtuții: ”CEL DREPT ARE  MILĂ  DE  VITE, iar inima celui rău este fără îndurare” (Sfântul Vasile, Pilde 12:10).

***

„Turme de oi pasc pe unul şi acelaşi munte; nenumăraţi cai îşi culeg hrana pe una şi aceeaşi câmpie; şi toate celelalte animale lasă unele altora hrana de care au nevoie. Dar noi oamenii ne însuşim bunurile comune tuturora şi ne facem singurii stăpâni pe cele ce sunt ale celor mulţi“ (Sfântul Vasile, Omilii şi cuvântări, omil. a VIII-a, VIII).

***

„Tu zici: Pe cine am păgubit păstrând numai pentru mine ceea ce este al meu? Dar spune-mi sincer: Ce este al tău? Cine ţi-a dat drept de proprietar peste ceea ce ai? Dacă fiecare s-ar mulţumi cu ceea ce-i este necesar şi ar da săracilor ceea ce-i prisoseşte, nu ar exista nici săraci, nici bogaţi”. ( Sfântul Vasile, adresându-se unui interlocutor)

2 ianuarie / Sfinţii Vasile cel Mare şi Grigore din Nazianz

episcopi şi învăţători ai Bisericii (comemorare)

Astăzi vom spune că sfântul Vasile era un “descendent al unei familii de artişti”: familia sa număra o mână de sfinţi: au fost sfinte bunica Macrina, mama Emmelia, sora Macrina; au fost sfinţi fratele Petru, episcop de Sebaste, dar şi Grigore, episcop de Nyssa. A fost apoi prieten intim cu un alt sfânt, Grigore, episcop de Nazianz sau Nazianzenul, care este unit în amintirea liturgică, pentru că a participat la însăşi preocuparea sa intensă de a fi sfânt, a avut o formare culturală asemănătoare şi a nutrit aceeaşi aspiraţie spre viaţa monastică. Sfântul Vasile este considerat chiar pionier al vieţii cenobiţilor din Orient: în 358, împreună cu prietenul, într-o retragere solitară la Neocezareea în Pont, a redactat două importante Reguli care au orientat viaţa monahilor, care de la el se cheamă “bazilitani”.

Aşa cum se întâmplă altor personaje ilustre, s-a putut bucura destul de puţin timp de singurătate şi tăcere, atât de dragi inimii sale. Fiind hirotonit preot iar apoi chemat să conducă dieceza de Cezarea Cappadociei, a trebuit să se angajeze în apărarea dogmei creştine contra arianismului, devenit puternic graţie sprijinului împăratului Valentinian; Vasile a adunat astfel moştenirea sfântului Atanasie şi, asemenea lui, a ştiut să se bazeze pe autoritatea pontifului roman pentru a combate greşeala. Dar nu angajarea sa doctrinară i-a meritat apelativul, încă viu, de “cel Mare”, adică “măreţ”. A fost însă intensa sa activitate pastorală, din care fac parte şi vibrante omilii şi pasionate opuscule, cum este Scrisoarea către tineri, şi un bogat Epistolar.

Tema care revenea cel mai adesea şi cu mai multă forţă era cea a carităţii, a ajutorării fraţilor nevoiaşi. Adresându-se unui interlocutor imaginar, declara astfel: “Faţă de cine am greşit, spui tu, păstrând ceea ce este al meu? Spune-mi în mod sincer, ce îţi aparţine? Dacă fiecare s-ar mulţumi cu necesarul şi ar da săracilor ceea ce este superfluu, nu ar fi nici bogaţi nici săraci”. Şi el nu se mulţumea numai cu cuvinte: la porţile Cezareei a dat viaţă unui adevărat oraş al carităţii cu azile, adăposturi, spitale, laboratoare şi şcoli de meserii.

Născut ca şi sfântul Vasile în anul 330, sfântul Grigore Nazianzenul a supravieţuit circa zece ani mai mult decât prietenul său mort în anul 379. Om de studiu şi poet, pentru excelenta sa doctrină şi elocvenţă a primit apelativul de “teologul”. Celebru este pasionatul său Discurs de adio, când a trebuit să plece din Constantinopol datorită intrigilor adversarilor săi. “Totul este instabil”, scria el în Poeme morale, “pentru ca să păstrăm iubirea faţă de lucrurile stabile”.

(Text preluat din cartea Sfântul zilei de Mario Sgarbossa şi Luigi Giovannini
Edizioni Paoline, 1978. Traducere de pr. Iosif Agiurgioaei

Sursa: http://www.ercis.ro/liturgie/sfantzi.asp )

Le incredibili proprietà del bicarbonato di sodio

 L’uso corrente del bicarbonato di sodio inizia verso la metà del XIX secolo.

Il Bicarbonato di sodio ha diversi nomi : carbonato acido di sodio – carbonato acido monosodico – idrogeno carbonato di sodio – backing soda – sale di Vichy – bicarbonato Solvay
e delle caratteristiche chimiche : é solubile in acqua – é poco solubile nell’alcool – é delicatamente abrasivo – é fungistatico – é debolmente alcalino – non é combustibile

Il libro Le incredibili proprietà del bicarbonato di sodio, di Alessandra Moro Buronzo: un piccolo manuale piacevole e istruttivo che raccoglie diversi consigli, informazioni e trucchi per diventare affezionati consumatori del bicarbonato di sodio.

La saggezza delle nonne

Le nostre nonne tenevano sempre a portata di mano una scatola di bicarbonato di sodio, per diversi usi quotidiani, come la pulizia della casa, lavare frutta e verdura, contro l’acidità di stomaco, o per disinfettare gli abiti e gli accessori dei neonati.
Ancora oggi il bicarbonato di sodio è un ottimo alleato naturale dalle molteplici applicazioni di uso sicuro ed efficace e può sostituire i prodotti chimici nella pulizia della casa e nella cura personale, dannosi per la nostra salute e per l’ambiente.

Ecco un elenco degli utilizzi più comuni del bicarbonato di sodio.

 


IL BICARBONATO DI SODIO NELLE PULIZIE DI CASA

Preparando una miscela di bicarbonato di sodio ed acqua si possono effettuare le pulizie di casa semplicemente strofinando vigorosamente con una spugna o un panno umido le superfici lavabili della cucina, e risciacquando alla fine.
La stessa miscela con un aggiunta di un bicchiere di aceto bianco è ottimo come detersivo naturale per i pavimenti in ceramica.
Passare l’argenteria (per chi ce l’ha) con un panno umido e un’emulsione di tre parti di bicarbonato ed una di acqua, risciacquando e asciugando bene, la lascerà pulita e brillante.
È geniale per rimuovere gli odiosi acari che si annidano nei tappeti e nella moquette: basta cospargere bene la superficie con il bicarbonato, lasciarlo agire per un’intera notte e il giorno dopo rimuovere tutto con l’aspirapolvere.
Questo rimuoverà anche i cattivi odori sia dal tappeto che dall’aspirapolvere.
Nell’acqua per lavare i piatti, un cucchiaio di bicarbonato aiuta a rimuovere le macchie ostinate e potenzia l’effetto del detersivo.
Posizionare una ciotola con circa 200 g di bicarbonato in frigorifero elimina i cattivi odori.
Perfetto anche per la pulizia periodica delle pareti interne del frigorifero con una soluzione composta da 4 cucchiai di bicarbonato in un litro d’acqua.
Stesso vale per la caffettiera, la polvere miracolosa permette di eliminare macchie e cattivi odori con una semplice soluzione fatta con un bicchiere di aceto di mele e due cucchiai di bicarbonato.

Strofinare le superfici con una spugna inumidita e del bicarbonato asciutto è utile per rimuovere le macchie di teina dalle tazze o dalle teiere.

Aggiungerne un cucchiaio nel cassetto del detersivo della lavatrice migliora l’azione sbiancante sulla biancheria durante il lavaggio.

Sempre con il bicarbonato, si possono pulire i sanitari del bagno senza graffiarli, versandone un po’ su una spugna umida, poi risciacquare.

Per allontanare scarafaggi e formiche basta cospargere le fessure e i punti d’ingresso degli insetti con qualche goccia di olio essenziale di menta, eucalipto o salvia.

Spargendone qualche cucchiaio sul fondo della pattumiera serve ad eliminare i cattivi odori.
Ha la stessa efficacia nelle lettiere per gatti, così come sul fondo della cesta della biancheria, e agisce anche come disinfettante.

Quando l’effetto del bicarbonato di sodio sarà quasi svanito (questo avviene dopo circa due mesi), invece di gettarlo nella spazzatura è meglio versarlo negli scarichi per pulire e disinfettare anche quelli.
L’INGREDIENTE SEGRETO NELLE RICETTE
Il bicarbonato di sodio serve anche nella lievitazione dei dolci da forno e delle torte, infatti se se ne aggiunge un cucchiaino di bicarbonato al lievito utilizzato ne potenzia l’effetto.
Se si desidera eliminare completamente il lievito, bisogna mescolare la punta di un cucchiaino di bicarbonato con un vasetto di yogurt.
Con la punta di un cucchiaino di bicarbonato ogni 3 uova, si ottiene una frittata morbida e soffice.
La medesima dose è necessaria per rendere il bollito più tenero.

Un cucchiaio sciolto nell’acqua di lavaggio dei vegetali è un antiparassitario naturale che elimina le impurità da frutta e verdura; occorre risciacquare con abbondante acqua.
Stesso vale per la cottura dei legumi e delle verdure; un cucchiaio di bicarbonato ogni litro d’acqua nella pentola aiuterà la cottura ed eliminerà l’amaro delle verdure.

PER LA CURA ED IL BENESSERE DELLA PERSONA
Se una volta la settimana mettete un po’ di bicarbonato sullo spazzolino, spazzolando normalmente rende i denti più bianchi.
Per rendere il sapore più gradevole, aggiungete poche gocce d’olio essenziale di menta.
Questo trucco non è da usare troppo spesso, per non danneggiare lo smalto dei denti.
Sciogliendo due cucchiaini di bicarbonato in una tazza d’acqua calda, serve per pulire a fondo la protesi dentaria; servirà per togliere i rimasugli di cibo.
Una pasta di bicarbonato composta con 3/4 di bicarbonato ed 1/4 di acqua, è un perfetto scrub dolce per levigare e purificare la pelle di viso e corpo, da applicare e massaggiare delicatamente con movimenti circolari per eliminare le cellule morte e le impurità, dando nuova luce e freschezza alla pelle.
Il bicarbonato può dare sollievo ai piedi dopo una giornata di lavoro; basta aggiungere due cucchiai in acqua tiepida o calda, e metterci i piedi in ammollo per almeno 10-15 minuti.
Per trattare le parti callose passare sui punti più ostici una pasta preparata con acqua e bicarbonato.
Stesso vale per rendere le mani morbidissime, immergendole per 10 minuti in una soluzione di acqua e bicarbonato (2 cucchiai per litro) prima della manicure.
Per dei capelli morbidi e lucenti basta amalgamare un cucchiaino di bicarbonato allo shampoo solitamente utilizzato, aiuterà ad eliminare i residui di calcare dell’acqua e le sostanze dei prodotti di styling, da massaggiare e risciacquare con cura.

Il bicarbonato di sodio è un vero e proprio deodorante, efficace, low cost, che evita il rischio di irritazioni o di reazioni allergiche.
Basta applicare la polvere sulle parti interessate con le dita o con un piumino da cipria.
Se preferite un deodorante liquido invece sciogliete due cucchiaini di bicarbonato in un bicchiere d’acqua, lasciate riposare per 24 ore e trasferite il tutto in un contenitore spray.

È un buon digestivo e antiacido, da sciogliere nella misura di mezzo cucchiaino in mezzo bicchiere d’acqua, senza abusarne.

Il bicarbonato di sodio è spesso usato dagli atleti per abbassare la produzione di acido lattico nei muscoli, ma si consiglia molta attenzione sulla quantità che si ingerisce, perché se si esagera può causare gravi problemi, fino al coma.

 Se si seguono i giusti dosaggi questo semplice sale di sodio è un rimedio naturale davvero versatile, facilmente reperibile e a basso costo, che evita di inquinare inutilmente l’ambiente domestico con detergenti tossici, aiutandoci nelle faccende domestiche.

Detto questo, perché comprare tanti prodotti diversi, quando ne basta uno soltanto, per di più amico della natura?

Fonte: http://ilmondoinungiardino.blogspot.it/ 

O dezamăgire devastatoare!

Suntem chemați să apărăm viața
și să o iubim până la sfârșit, necondiționat,
cu o inimă care nu caută ale sale,
nu ține cont de răul primit,
ci toate le suportă, toate le crede, toate le speră, toate le îndură
(cf. 1Cor 13,4-8).

Prea târziu te-am iubit...

Mama Maria si Pruncul IsusPuține lucruri sunt mai dureroase în viață decât dezamăgirile venite din partea celor pe care consideram că-i cunoaștem destul de bine. Am suferit enorm atunci când am avut așteptări din partea prietenilor și am fost dezamăgiți. Iar cel mai grav a fost atunci când am primit contrariul: să aștepți ajutor și să primești indiferență, să aștepți binele și să primești răul, să aștepți viață și ocrotire și să primești moartea etc. Atunci am spus împreună cu Domnul: „Ce ar mai fi trebuit să fac pentru via mea și nu am făcut? De ce, așteptându-mă să facă struguri, a făcut aguridă?” (Is 5,4).

Tocmai acest contrast devastator îl găsim în sfânta Evanghelie: soldații, oamenii care aveau menirea să ocrotească cetatea și să apere viețile din ea, tocmai ei sunt trimiși să ucidă prunci nevinovați. Cu adevărat a fost o zi plină de suferință, o zi cu „plângere și tânguire mare”…

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