Come moltiplicare le piante di alloro (Laurus nobilis)

L’alloro è una pianta molto diffusa, soprattutto nei paesi a clima temperato sia in pianura che in collina e cresce spontaneo in tutti i Paesi del Mediterraneo, nelle macchie e nei boschi ed è molto utilizzato nei giardini e nei parchi come pianta ornamentale oltre che apprezzato per la sua fragranza aromatica. alloro-siepe

CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Regno : Plantae
Clado : Angiosperme
Clado : Magnoliide
Ordine : Laurales
Famiglia : Lauraceae
Genere : Laurus
Specie : Laurus nobilis

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MOLTIPLICAZIONE

La moltiplicazione avviene per seme o per moltiplicazione dei polloni che si formano alla base della pianta madre o per talea.

Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere una pianta ben precisa o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.

MOLTIPLICAZIONE PER SEMI

Si effettua in autunno distribuendo i semi in file parallele su un terriccio per semi. Per interrarli in maniera uniforme potete spingeteli sotto il terriccio usando un pezzo di legno piatto.

Un’operazione importante da fare prima della semina è la cosiddetta scarificazione vale a dire rendere lo strato esterno dei tegumenti del seme permeabile all’assorbimento dell’acqua e dei gas. Per far questo si immergono i semi in acqua bollente e si lasciano in ammollo fino a quanto l’acqua non si sarà raffreddata; oppure si può “graffiare” la superficie del seme con della carta vetrata a grana sottile o incidere lo strato esterno con un coltello facendo attenzione a non danneggiare “l’occhio” vale a dire quella piccola depressione che si nota nel seme.

Fatta questa operazione i semi vanno subito trapiantati.

Sarebbe buona norma, per prevenire eventuali attacchi di funghi, somministrare con l’acqua di irrigazione anche un fungicida ad ampio spettro, nelle dosi indicate nella confezione.

Il vassoio che contiene i semi va tenuto all’ombra, ad una temperatura intorno ai 20 – 23°C e costantemente umido (usare uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione.

Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio. Spruzzate l’acqua nella composta ogni volta che il substrato è sul punto di asciugarsi.

Ogni giorno si toglie la plastica per controllare l’umidità del terreno ed eliminare dalla plastica la condensa.

Una volta che i semi hanno germogliato, si toglie il telo di plastica, e via via che le piantine crescono, si aumenta la quantità di luce (mai il sole diretto), si riduce la temperatura intorno ai 18°C e si assicurerà una buona ventilazione. Tra tutte le piantine nate, sicuramente ci saranno quelle meno vigorose rispetto ad altre che vanno eliminatele in modo da dare più spazio alle piantine più robuste.

MOLTIPLICAZIONE PER TALEA

 

Tra la fine del mese di luglio e settembre si prelevano degli apici vegetativi dalle piante lunghi circa 10-13 cm.

Si raccomanda di tagliare con una lametta o con un coltello affilato per evitare le sfilacciature dei tessuti avendo cura che l’attrezzo che si usa per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.

Dopo aver eliminato le foglie poste più in basso, si immerge la parte tagliata in una polvere rizogena per favorire la radicazione.

Successivamente si sistemano le talee in una composta formata da una parte di torba ed una di sabbia grossolana. Si fanno dei buchi con una matita, tanti quante sono le talee e si sistemano come indicato nella foto. Avere cura successivamente di compattare delicatamente il terriccio.

La cassetta o il vaso si ricoprono con un foglio di plastica trasparente (o un sacchetto messo a cappuccio) e si colloca all’ombra e ad una temperatura intorno ai 15°C avendo cura di tenere il terriccio sempre leggermente umido (annaffiare sempre senza bagnare le piantine in radicazione con acqua a temperatura ambiente). Ogni giorno si toglie la plastica per controllare l’umidità del terreno ed eliminare dalla plastica la condensa.

Una volta che iniziano a comparire i primi germogli, vuol dire che la talea ha radicato. A quel punto si toglie la plastica e si colloca il vaso in una zona più luminosa, alla stessa temperatura e si aspetta che le talee si irrobustiscano.

Una volta che sono diventate sufficientemente grandi ed hanno prodotto nuovi getti vigorosi, si trapiantano nel vaso o nel terreno definitivo.

Non disturbare le talee fino a quando non avranno messo i nuovi getti.

Continua  a leggere… http://www.elicriso.it/it/piante_aromatiche/alloro/

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Viterbo, 27 giugno: Energie rinnovabili e sviluppo sostenibile del territorio

Il CIRDER, Centro Interdipartimentale Ricerca e Diffusione delle Energie Rinnovabili, dell’Università della Tuscia, organizza l’evento: “Energie rinnovabili e sviluppo sostenibile del territorio”, inserito nell’ European Union Sustainable Energy Week-EUSEW 2014 che si terrà Venerdì 27 giugno 2014 ore 9:00-13:30, Sala conferenze, Camera di Commercio Via Fratelli Rosselli n.4 , Viterbo. 
Energia-Sostenibile
L’evento é organizzato dal CIRDER (Centro Interdipartimentale di Ricerca e Diffusione delle Energie Rinnovabili) dell’Università degli Studi della Tuscia nell’ambito delle azioni di sostenibilità previste dalla Campagna SEE coordinata a livello europeo dalla Commissione Europea e a livello nazionale dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Programma
Ore 9,30
Registrazione partecipanti
Ore 9,45
Apertura lavori
Francesco Monzillo, Segretario generale della Camera di Commercio di Viterbo
Alessandro Ruggeri, Rettore Università della Tuscia di Viterbo
Riccardo Valentini, Consigliere della Regione Lazio
Maurizio Carlini, Presidente del CIRDER- Università della tuscia di Viterbo
Leonardo Michelini, Sindaco Comune di Viterbo
Giampiero Costantini, Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato
Antonio Porri, Sindaco Comune di Vasanello
Gianluca Angelelli, Sindaco Comune di Civita Castellana
PRESENTAZIONE ATTIVITA’ CIRDER
Ore 10,15
Progetto “Tuscia Sostenibile: azioni per il risparmio energetico”, Stefano
Gasbarra
Ore 10,30
Promozione di politiche attive di risparmio ed efficientamento energetico
dell’Ente camerale, Elena Allegrini
Ore 10,45
Qualità e tecnologia per il rispetto dell’ambiente: il primo quartiere ecologico
della Provincia di Piacenza, Fabio Molinaroli
Ore 11,00
Condomini intelligenti: recuperare l’esistente migliorando l’efficienza energetica
a costo zero, Iniziativa di ANCE Piacenza
Ore 11,15
Progetto Scuola Corpo Forestale di Sabaudi, Domenico Zilli
Ore 11,30
L’importanza di misurare la performance energetica, Mario Ragucci
Ore 11,45
Progetti di risparmio energetico nel settore della ceramica-sanitaria,
ottimizzazione energetica del processo e del prodotto, X-Tech, Stefano Ferrelli
Ore 12,00
SEAP, Sustainable Energy Action Plan: Progetto Comune di Vasanello, Sonia
Castellucci
Ore 12,15
Conclusioni

 

Festa dell’orzo 2014

I prossimi 4, 5 e 6 luglio la Festa dell’Orzo torna ad essere protagonista a Pedavena (Belluno) con molte novità. La manifestazione, giunta alla sua III edizione, è diventata ormai un evento d’eccellenza imperdibile, che si propone di dare valore e visibilità al territorio, alle sue produzioni e soprattutto ai suoi produttori.

È infatti di fondamentale importanza riconoscere e far conoscere l’impegno degli agricoltori locali che, ormai da anni, s’impegnano a sviluppare un progetto di filiera locale integrata e nel rispetto dell’ambiente per la produzione dell’orzo e la conseguente realizzazione di Birra Dolomiti.

L’orzo delle Dolomiti e la sua coltivazione saranno i protagonisti dell’intera manifestazione, promossa da Fabbrica di Pedavena ed in collaborazione con Slow Food. Nell’evento per antonomasia dedicato alle Dolomiti e ai suoi prodotti, sarà possibile immergersi nella realtà e nella tradizione della centenaria Fabbrica di Pedavena e del suo territorio.

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La Festa più bella dell’estate

http://www.fabbricadipedavena.it/festa-dell-orzo-2014/

Programma

 

CLICCA E PRENOTA LA TUA VISITA GUIDATA
CLICCA E PRENOTA IL TUO CORSO DI DEGUSTAZIONE

Venerdì 4 luglio – Notte delle Dolomiti

Dalle ore 19.00: Aperitivo delle Dolomiti, con Birra Dolomiti e prodotti tipici – Spettacolo del coro Vece Voci all’interno della Piazza della Birra

Dalle ore 20.00: Fabbrica di Pedavena: spettacolo del Gruppo Folk Dolomiti all’interno della piazza della Birreria Pedavena

Maxischermo nella piazza per la visione della partita

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Sabato 5 luglio

Ore 10.30/12.30 e 15.30-18.00: Visite guidate su prenotazione alla Fabbrica di Pedavena  e Corsi di degustazione Master della Birra promossi da Slow Food  (prenota la visita e il corso di degustazione) – Spettacoli per tutta la famiglia con gli artisti di strada.

Dalle ore 19.00: Fabbrica di Pedavena: Spettacolo del coro Vece Voci all’interno della Piazza della Birra

Dalle ore 20.30: Parco della Birreria di Pedavena: Esibizione del gruppo locale “Caffé Italia”

Ore 23.00/01.00: Concerto 80′ Festival: con Tony Esposito, Adriano Pappalardo, Rockets, ingresso gratuito (per informazioni visitate il sito www.radiocompany.itoppure chiamate il 333 5808080)

Maxischermo nella piazza per la visione della partita

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Domenica 6 luglio

Ore 10.30/12.30: Parco della Birreria di Pedavena: “Mercato della Terra” dell’artigianato locale e intrattenimento con le fattorie didattiche promosse da Slow Food

Ore 15.30/16.30: Visite guidate su prenotazione alla Fabbrica di Pedavena  e Corsi di degustazione Master della Birra promossi da Slow Food   (prenota la visita e il corso di degustazione) – Intrattenimento con musica e spettacoli: Spettacolo Folkloristico, Gruppo Valle del Bios.

Ore 16.30: Speciale visita guidata comprensiva di spettacolo teatrale del gruppo Koinè (prenota la visita speciale).

Dalle ore 17.30, presso la Fabbrica di Pedavena: Sfilata e concerto Banda Musicale – Sfilata Gruppo Folk di Cesio – Sfilata di Tamburini e Sbandieratori del quartiere Santo Stefano di Feltre (BL) – Sfilata dei Giovani Birrai della Fabbrica di Pedavena

Ore 18.30, presso la Fabbrica di Pedavena: Premio Dolomiti – Brindisi conclusivo con l’apertura della Botte di Birra Dolomiti

Programma della Festa dell’Orzo [pdf 473kb]

Prenotate subito la vostra visita guidata o i corsi di degustazione Master della Birra!

Apre la Cucina Lorenzo de’ Medici

Chiaramente siamo a Firenze, ma lo speciale è che siamo dentro il Mercato Centrale “San Lorenzo”, ristrutturato e inaugurato a fine aprile 2014, proprio nel 140esimo anniversario dalla sua costruzione. lm

Mentre il piano terra della enorme struttura continua ad ospitare i 120 negozianti del tradizionale mercato, il primo piano prende l’aspetto di un megastore dell’alimentazione, includendo un’enoteca con oltre 1.200 etichette, l’enoscuola di Luca Gardini, miglior sommelier del mondo 2010, una pizzeria, un ristorante, una
birreria, un caffè, una libreria con spazio per eventi, e la Scuola di Cucina gestita dall’Istituto Lorenzo de’ Medici.
Uno spazio polifunzionale di tremila metri quadrati, con oltre 500 posti a sedere, aperto tutti i giorni dalle 10 a mezzanotte, tranne Natale e Capodanno.
La Cucina Lorenzo de’ Medici presenta il suo programma: corsi e percorsi didattici e culinari, in cui la materia prima è attinta dai banconi del Mercato stesso, ove i partecipanti stessi entreranno il contatto diretto con gli artigiani del cibo: 12 botteghe rigorosamente selezionate per qualità dei prodotti e per solida esperienza dei suoi operatori.

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I corsi si articoleranno in varie formule, dal classico seminario-laboratorio della durata di 4 ore comprendente la passeggiata attraverso le Botteghe del gusto presenti al Mercato Centrale Firenze, alla formula pensata per chi ha poco tempo ma vuole vivere l’esperienza di Cucina Lorenzo de’ Medici, fino ai corsi più articolati pensati per professionisti.
La prima edizione di “A tavola con lo chef”, tra venerdì e sabato 13 e 14 giugno 2014, avrà quattro appuntamenti negli orari del pranzo e della cena con uno degli chef della squadra di Cucina che si esibisce in un cooking show di un’ora e mezza e a seguire si mangia quello che è stato cucinato, in abbinamento a un ottimo calice di vino. Sul sito gli orari e i costi.
Docente di Master class e consulente scientifico è Stefano Pinciaroli, chef e patron del Ristorante PS di Cerreto Guidi (FI), mentre la squadra di chef, con differenti approcci culinari e diverse formazioni, è composta da: Aldo Ventre (chef patron di “Pane & Olio” ,Firenze), Gennaro Napolitano (chef e gestore di ristoranti di hotel 4 stelle e di trattorie toscane), Domenico Di Clemente (Executive Pastry Chef del “Four Seasons”, Firenze), Giovanna Iorio e Maria Teresa Brancaccio (ristorante “Alle Murate”, Firenze).
Indubbiamente un bel modo di valorizzare il passato e il presente, e precorrere il futuro, in contesti che hanno il fascino della storia e tanti ricordi.
Maura Sacher

Il marchi del Made in Italy acquistati dagli stranieri

krNumerose le aziende del Made in Italy che negli ultimi tempi sono state acquistate da holding straniere in tutti i comparti economici dalla moda, pensiamo a Krizia, all’arredamento Poltrona Frau, ai gioielli Pomellato e all’alimentare.Made-in-Italy-allestero

Una tendenza iniziata alla fine degli anni Ottanta e che non risparmia nessun settore. Parlando di agroalimentare, l’ultima acquisizione riguarda l’antico Pastificio Lucio Garofalo. Pasta Garofalo, una realtà imprenditoriale dalla storia ultra centenaria leader nella produzione di pasta premium, dal 1997 sotto il controllo della famiglia Menna, ha siglato un accordo preliminare per l’ingresso nella propria compagine azionaria, con il 52 per cento del capitale sociale, di Ebro Foods. Un gruppo multinazionale che opera nei settori del riso, della pasta e dei condimenti, quotato alla Borsa di Madrid, che detiene dal 2012 anche il 25% della Riso Scotti. Nelle intenzioni della famiglia Menna l’ingresso della Ebro faciliterebbe il lancio sul mercato internazionale di un simbolo dell’eccellenza gastronomica del nostro paese, quindi un’opportunità di crescita.garof

Secondo le stime di Coldiretti il valore dei marchi storici dell’agroalimentare italiano passato in mano a stranieri supera i dieci miliardi. Fatto positivo o negativo? La prima preoccupazione sta nella possibile delocalizzazione della produzione con la chiusura dei nostri stabilimenti e la conseguente perdita di posti di lavoro. Da non sottovalutare l’altro aspetto, il decadimento della qualità con l’utilizzo di materie prime non italiane. Un cambio nella mentalità gestionale è da mettere in conto.

Non solo le aziende alimentari, anche le proprietà agricole passano di mano e le acquisizioni straniere hanno registrato un aumento significativo in tutta la Penisola soprattutto in Toscana dove l’anno scorso un imprenditore cinese della farmaceutica di Hong Kong, ha acquistato per la prima volta un’azienda vitivinicola a Greve in Chianti, nel cuore della Docg del Gallo Nero.

Piera Genta

Il compleanno della pizza Margherita

 Lunedì, 02 Giugno 2014

Il compleanno della pizza Margherita

Qualcuno come la Coldiretti festeggia 125 candeline, facendo riferimento alla lettera del capo dei servizi di tavola della Real Casa, altri molti di più citando il Regolamento della Commissione Europea che dice che “Le pizze più popolari e famose a Napoli erano la “marinara”, nata nel 1734, e la “margherita”, del 1796-1810, che venne offerta alla regina d’Italia in visita a Napoli nel 1889 proprio per il colore dei suoi condimenti (pomodoro, mozzarella e basilico) che ricordano la bandiera dell’Italia.”

Quanti anni, poco importa, sono altre le riflessioni sul simbolo culinario dell’Italia, ritenuto tale da almeno il 39% delle persone. Le materie prime, sempre loro! Purtroppo sono sempre più di importazione e di qualità non controllata. La Coldiretti nel corso della presentazione del dossier “La crisi nel piatto degli italiani nel 2014” ha riportato che quasi due pizze su tre servite in Italia sono ottenute da un mix di farina, pomodoro, mozzarelle e olio provenienti dall’estero, senza alcuna indicazione per i consumatori. Mozzarelle ottenute non dal latte ma da semilavorati industriali, le cosiddette cagliate, dell’est Europa, pomodoro cinese o americano, olio di oliva tunisino e spagnolo o addirittura olio di semi al posto dell’extravergine e farina francese, tedesca o ucraina. Lo confermano i dati delle importazioni del 2013: 481 milioni di chili di olio di oliva e sansa, oltre 80 milioni di chili di cagliate per mozzarelle, 105 milioni di chili di concentrato di pomodoro, dei quali 58 milioni dagli Usa e 29 milioni dalla Cina, e 3,6 miliardi di chili di grano tenero, con una tendenza all’aumento del 20 per cento nei primi due mesi del 2014.

Secondo aspetto il metodo per ottenerla: la pasta con la sua lenta lievitazione e la giusta temperatura del forno per la cottura. Segreti che sono custoditi nell’esperienza del pizzaiolo, ma oggi regolamentati da un disciplinare di produzione esportato anche all’estero. Sono le regole che l’Associazione verace pizza napoletana, nata 30 anni fa per opera di 17 famiglie storiche di pizzaioli, ha codificato per difendere la paternità della preparazione. La pizza è diventata dal 4 febbraio 2010 Specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea.

Al primo posto della classifica dei più grandi consumatori del mondo di pizza ci sono gli americani, con una media di 13 chili per persona all’anno e un giro di affari di 40 miliardi di dollari. Gli italiani si collocano al secondo posto con una media di 7,6 chili a testa e un fatturato di 10 miliardi di euro con oltre 250mila addetti e 50mila pizzerie.

Un consiglio, proviamo ad abbinare la pizza con un nostro vino e scopriremo la differenza nel gusto.

Di Piera Genta su http://www.oliovinopeperoncino.it/