22 febbraio: Cattedra di San Pietro Apostolo

«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». (Mt 16, 13-19)

L’origine della celebrazione odierna, va ricercata nelle Feste romani di oggi, le Feralia, in cui si cenava accanto alla “chatedra” dei parenti defunti.

cathedraCattedra di San Pietro Apostolo

Il 22 febbraio è il 53º giorno del calendario gregoriano, e mancano 312 giorni alla fine dell’anno (313 negli anni bisestili).

Cattedra è un sostantivo che ha assunto vari significati molto diversi a seconda del periodo.

Il termine deriva dal greco κάθεδρα (leggi càthedra) e dal latino cathèdra, col significato di “luogo su cui ci si siede”, cioè “seggio”, in riferimento ad una sedia con spalliera e senza braccioli tipicamente utilizzata dai filosofi per tenere le loro lezioni.

Nella Chiesa cattolica la parola indica il trono sul quale siede il vescovo o, nel caso di Roma, il papa (la cattedra papale si trova nella basilica lateranense). Essa è il simbolo della potestà e della responsabilità del vescovo. Da quel luogo infatti il Vescovo presiede l’assemblea liturgica e spiega le Sacre Scritture, rappresentando Cristo stesso.

Essa era posta fin dall’epoca paleocristiana nel mezzo dell’abside delle basiliche, in fondo all’area riservata ai presbìteri, detta presbiterio (dal greco πρεσβύτερος, presbýteros, “più anziano”; dal latino presbyter deriva anche il termine italiano prete);la sua posizione corrispondeva a quella del praetor o del quaestor nelle basiliche civili romane. Era affiancata su ambo i lati, ancorché a un livello più basso, dai banchi ove stavano i sacerdoti che assistevano il vescovo, corrispondenti ai posti degli assessori nella basilica civile;[5] detti banchi formavano insieme alla cattedra una struttura detta synthronon.. La chiesa sede della cattedra è la chiesa madre della Diocesi[2], che dal nome cattedra assunse il nome di cattedrale, intesa come la chiesa che contiene la cattedra vescovile (per questo la parola cattedrale non è sinonimo di duomo, che può essere chiesa principale di una città anche se non è sede vescovile).

In senso più ampio “cattedra” indica la funzione di insegnamento del vescovo e del papa. Ciò discende dall’uso antico, sicuramente attestato nei vangeli, secondo il quale chi insegnava non si metteva in piedi, come succede spesso oggi, ma in posizione seduta.

La chiesa celebra la festa della Cattedra di San Pietro, nella quale fa memoria del dono fatto da Gesù a Pietro e ai suoi successori i papi di proporre una dottrina di fede ferma e sicura. Appunto da questo significato di cattedra viene l’espressione latina Ex cathedra, per indicare l’infallibilità pontificia, quando parla come dottore universale

La cattedra di San Pietro (in latino Cathedra Petri) è un trono ligneo, che la leggenda medioevale identifica con la cattedra vescovile appartenuta a san Pietro apostolo in quanto primo vescovo di Roma e papa.

In realtà quello che si conserva oggi in Vaticano, è un manufatto del IX secolo, donato nell’875 dal re dei Franchi Carlo il Calvo a papa Giovanni VIII in occasione della sua discesa a Roma per la propria incoronazione a imperatore.

Viene conservato come reliquia nella basilica di San Pietro in Vaticano, all’interno di una grandiosa composizione barocca progettata da Gian Lorenzo Bernini e realizzata fra il 1656 e il 1665.

Una copia della cattedra di legno si trova inoltre esposta nel Museo storico artistico – Tesoro di San Pietro, con ingresso dall’interno della basilica.

La cattedra, letteralmente, è il seggio fisso del sommo pontefice e dei vescovi. E’ posta in permanenza nella chiesa madre della diocesi (di qui il suo nome di “cattedrale”) ed è il simbolo dell’autorità del vescovo e del suo magistero ordinario nella Chiesa locale. La cattedra di S. Pietro indica quindi la sua posizione preminente nel collegio apostolico, dimostrata dalla esplicita volontà di Gesù, che gli assegna il compito di “pascere” il gregge, cioè di guidare il nuovo popolo di Dio, la Chiesa.

L’opera del Bernini è collocata nell’abside di fondo della Basilica Vaticana, aggettante con effetto scenografico dalla cornice architettonica delle lesene. Al centro si trova il trono in bronzo dorato, al cui interno è situata la cattedra lignea vera e propria. Su un drappo frontale è rappresentata la traditio clavum (la “consegna delle chiavi”, ovvero l’atto secondo cui, nella dottrina cattolica, Cristo conferisce a Pietro il primato papale).

Quattro colossali statue anch’esse in bronzo, raffiguranti quattro dottori della Chiesa (in primo piano sant’Agostino e sant’Ambrogio per la Chiesa latina e in secondo piano sant’Atanasio e san Giovanni Crisostomo per la Chiesa greca), sono rappresentate nell’atto di sorreggere la cattedra, che pare librarsi senza peso su nuvole di stucco dorato.

La colomba dello Spirito Santo nel finestrone che sormonta il trono

Sopra il trono, in una raggiera di stucchi dorati contornata da angeli, si trova un finestrone di fondo in alabastro raffigurante una colomba (l’apertura alare è di 162 cm), simbolo dello Spirito Santo il quale guida i successori di Pietro nel loro incarico. Essa costituisce l’unica vetrata colorata dell’intera basilica di San Pietro.

La cattedra di San Pietro può essere senza dubbio definita un capolavoro del Barocco, che fondendo insieme architettura, scultura e arti figurative dà luogo ad un’opera d’arte globale, rappresentazione scenografica di una visione fantastica. Spettacolari gli effetti della luce, soprattutto nel pomeriggio quando il sole scende dietro l’abside.

Festività della cattedra di san Pietrocattedra-san-pietro

La festa della cattedra di san Pietro, iscritta al calendario romano generale, risale al III secolo.

Il 22 febbraio per il calendario della Chiesa cattolica rappresenta il giorno della festa della Cattedra di San Pietro. Si tratta della ricorrenza in cui viene messa in modo particolare al centro la memoria della peculiare missione affidata da Gesù a Pietro. In realtà la storia ci ha tramandato l’esistenza di due cattedre dell’Apostolo: prima del suo viaggio e del suo martirio a Roma, la sede del magistero di Pietro fu infatti identificata in Antiochia. E la liturgia celebrava questi due momenti con due date diverse: il 18 gennaio (Roma) e il 22 febbraio (Antiochia). La riforma del calendario le ha unificate nell’unica festa di oggi. Essa – viene spiegato nel Messale Romano – “con il simbolo della cattedra pone in rilievo la missione di maestro e di pastore conferita da Cristo a Pietro, da lui costituito, nella sua persona e in quella dei successori, principio e fondamento visibile dell’unità della Chiesa”.

Martirologio Romano: Festa della Cattedra di san Pietro Apostolo, al quale disse il Signore: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». Nel giorno in cui i Romani erano soliti fare memoria dei loro defunti, si venera la sede della nascita al cielo di quell’Apostolo, che trae gloria dalla sua vittoria sul colle Vaticano ed è chiamata a presiedere alla comunione universale della carità.

Questa investitura da parte di Cristo, ribadita dopo la risurrezione, viene rispettata. Vediamo infatti Pietro svolgere, dopo l’ascensione, il ruolo di guida. Presiede alla elezione di Mattia e parla a nome di tutti sia alla folla accorsa ad ascoltarlo davanti al cenacolo, nel giorno della Pentecoste, sia più tardi davanti al Sinedrio. Lo stesso Erode Agrippa sa di infliggere un colpo mortale alla Chiesa nascente con l’eliminazione del suo capo, S. Pietro. Mentre la presenza di Pietro ad Antiochia risulta in maniera incontestabile dagli scritti neotestamentari, la sua venuta a Roma nei primi anni dell’impero di Claudio non ha prove altrettanto evidenti.

Lo sviluppo del cristianesimo nella capitale dell’impero attestato dalla lettera paolina ai Romani (scritta verso il 57) non si spiega tuttavia senza la presenza di un missionario di primo piano. La venuta, qualunque sia la data in cui ciò accadde, e la morte di S. Pietro a Roma, sono suffragare da tradizioni antichissime, accolte ora universalmente da studiosi anche non cattolici. Lo attestano in maniera storicamente inoppugnabile anche gli scavi intrapresi nel 1939 per ordine di Pio XII nelle Grotte Vaticane, sotto la Basilica di S. Pietro, e i cui risultati sono accolti favorevolmente anche da studiosi non cattolici.

catedra1

Oggi si ricordano:

Cattedra di san Pietro, apostolo

Santa Margherita da Cortona, religiosa

San Massimiano di Ravenna, vescovo

San Papia di Gerapoli, vescovo

San Pascasio di Vienne, vescovo

Santi Nove Fratelli di Kola, martiri georgiani (Chiese Orientali)

Beato Diego Carvalho gesuita, martire

Beata Isabella di Francia, principessa

Beato Maometto Abdalla, mercedario

Beata Maria di Gesù (Émilie) d’Oultremont d’Hooghvorst, fondatrice

di Daniele Vanni

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