Orte 31 agosto – 10 settembre 2017: Ottava de Santo Egidio

Manifestazioni storico-rievocative a Orte 31 agosto – 10 settembre 2017 (bonifacius pp. IX solemniter celebravit a.d. 1396)


  Festa di antica tradizione, solennizzata da Papa Bonifacio IX nel 1396 con la concessione delle stesse indulgenze della Porziuncola di Assisi, si celebrava con grande impegno pubblico codificato negli statuti comunali.
Particolarmente solenne la grande processione alla quale partecipavano tutte le magistrature cittadine e le sedici corporazioni delle arti.
Grande attrazione veniva esercitata dalle corse di cavalli all’anello, per le quali gli statuti del 1359 prevedevano un luogo apposito, l’equinum, e la partecipazione di qualunque cittadino ortano. Si svolgevano inoltre tornei di tiro con l’arco e con la balestra, corse podistiche e regate di barche sul Tevere dette “ludi tiberini” o “le calate” perchè una gran folla dalla città scendeva lungo le rive del fiume.
Accompagnava la festa, durante gli otto giorni, una grande fiera di merci in città e di bestiame al di là del fiume detta Fiera dei Campanelli, bandita fino a Perugia e a Norcia.
Gli Ortani di oggi hanno conservato la loro devozione a Sant’Egidio.
Le Sette Contrade, dal 31 Agosto alla seconda domenica di Settembre di ogni anno, festeggiano il Santo Patrono. Ogni giorno c’è festa in contrada con giochi, teatro, musiche ecc. L’ottavo giorno è dedicato al Palio degli Arcieri che si contendono, per la propria contrada nella piazza centrale, l’anello d’argento di 10 cm. al quale tirano con archi di legno di tipo medievale.
Uomini e donne delle Contrade vi vanno ad assistere in abiti trecenteschi, formando un corteo che attraversa le vie della città. Rappresentanze più ridotte partecipano la sera del 31 Agosto alla Benedizione dei Gonfaloni in Cattedrale e nella prima domenica di Settembre al Corteo di notte, giuramento del Podestà.

Orte, vista dall’alto

Programma

Giovedì 31 agosto

Ore 21.30 SOLENNE PROCESSIONE per le vie della Città con la statua del Patrono Santo Egidio Abate
Ore 22.30 BENEDIZIONE DEI GONFALONI e degli Arcieri delle 7 Contrade di Orte. Piazza della Libertà
Ore 24.00 Santo Egidio Giovani: SCIMMIASAKI – VENUS IN FURS in Concerto. Stand birra. Giardini Nesbitt

Venerdì 1 settembre – Festa de lo Santo Patrono

Ore 08.30 Santa Messa. Basilica di Santa Maria Assunta
Ore 11.30 MESSA SOLENNE concelebrata da S.E. Romano Rossi, Vescovo Diocesano Basilica S. Maria Assunta.
Ore 18.00 Presentazione del libro “ Orte se chiudo gli occhi sembra ieri” di Bruno Salvatori. Sala delle Bandiere Palazzo Nuzzi.
Ore 18.30 CONCERTO della Banda Musicale “Città di Orte”, diretto dal Maestro A.Fiabane. Piazza della Libertà
Ore 21.30 SPETTACOLO MUSICALE “TALE e QUALE in tour live” Piazza della Libertà
Posti a sedere su prenotazione. Info e prenotazioni Ufficio Pro Loco Orte dal 25 agosto dalle ore 18 alle ore 20.
Ore 23.30 GRANDE TOMBOLA. Piazza della Libertà
Ore 24.00 SPETTACOLO PIROTECNICO. Piazza della Libertà

Sabato 2 settembre

Ore 09.00 “Luci e Ombre nel Medioevo” IIa edizione Concorso di Pittura Estemporanea. Vie e piazze della Città
Ore 18.00 Apertura “Mercatino Medievale”. Vie e piazze della Città.
Ore 18.00 “Risultati delle ricerche archeologiche su Orte e il suo Territorio”. Presentazione del volume curato dal Dott. Giancarlo Pastura. Interverranno gli autori. Palazzo Roberteschi.
Ore 18.00 “Fuoco” Spettacolo di piazza a cura della “Compagnia Del Drago Nero”. Piazza della Libertà
Ore 19.00 Premiazione dei vincitori seconda edizione Estemporanea di Pittura “Luci e Ombre nel Medioevo”, presso la sede distaccata dell’Università della Tuscia – Via Cavour 23.
Ore 19.30 Spettacolo itinerante a cura della “Compagnia Del Drago Nero”. Vie e piazze della Città.
Ore 20.00 Apertura Taverne.
Ore 22.00 “La disfida a suon di Tamburo” gara tra i musici delle 7 Contrade. Piazza della Libertà
Ore 23.00 “Li numeri de Monna Silvia e Messer Egidio”. Gioco a premi offerti da: Paris New Jewel

Domenica 3 settembre

Ore 10.00 “Trofeo delle 7 Contrade “gara podistica a cura dell’Ass. Sportiva “Atletica Orte” XVII edizione con partenza loc. Fabbri ed arrivo in Piazza della Libertà.
Ore 13.00 Apertura Taverne
Ore 18.00 Apertura “Mercatino Medievale” Vie e piazze della Città.
Ore 18.00 “Tatto, Udito, Gusto, Vista, Olfatto: 5 ingredienti per una favola a modo nostro” di Lorenza Federico Spettacolo con i bambini delle 7 Contrade. Piazza della Libertà
A seguire mini corteo dei piccoli attori per le vie della Città.
Ore 19.30 Spettacolo itinerante a cura della “Compagnia Del Drago Nero”. Vie e piazze della Città.
Ore 20.00 Apertura Taverne.
Ore 22.00 “Corteo de Nocte e Giuramento de lo Podesta’”.
Maggiorenti e Nobiltà delle Contrade vanno ad accogliere il nuovo Podestà – Piazza del Popolo – per poi assistere alla Cerimonia del Giuramento e al dono dell’anello d’argento – Piazza della Libertà.
A seguire “Parsifal” Spettacolo teatrale a cura della “Compagnia Del Drago Nero”. Piazza della Libertà.
Ore 23.00 “Li numeri de le 7 Contrade”. Con Messer Egidio gioco a premi offerti da: L’Angolo di Simone

Lunedì 4 settembre

Ore 20.00 Apertura Taverne
Ore 20.00 Festa delle Contrade S. Giovenale e Olivola. Cortei di rappresentanza delle Contrade in festa. Vie e piazze della Città.
Ore 22.00 “Lo Giostrar de lo Contradaiolo” disfida tra i giovani delle 7 Contrade. Piazza della Libertà
Ore 23.30 “Li numeri de le 7 Contrade”. Con Messer Egidio. gioco a premi offerti da; Associazione Culturale VeramenteOrte

Martedì 5 settembre

Ore 20.00 Apertura Taverne
Ore 20.00 Festa delle Contrade S. Biagio e S.Sebastiano. Cortei di rappresentanza delle Contrade in festa. Vie e piazze della Città.
Ore 22.00 Giochi di Bandiera esibizione del Gruppo Bandierai Quattro Quarti della Città di L’Aquila. Piazza della Libertà
Ore 23.30 “Li numeri de le 7 Contrade”. Con Messer Egidio. gioco a premi offerti da: I TEAM

Mercoledì 6 settembre

Ore 20.00 Apertura Taverne
Ore 20.00 Festa delle Contrade S.Gregorio e Porcini. Cortei di rappresentanza delle Contrade in festa. vie e piazze della Città.
Ore 22.00 “Lo Giostrar de li Borghi” giochi medievali senza confini. Piazza della Libertà
Ore 23.30 “Li numeri de le 7 Contrade”. Con Messer Egidio. gioco a premi offerti da, Parrucchiera Sensini Lolita

Giovedì 7 settembre

Ore 19.00 “Giochi di Bandiera” eseguiti dai piccoli Sbandieratori delle 7 Contrade di Orte. Piazza della Libertà.
Ore 19.30 Spettacolo itinerante a cura della “ Compagnia dei Goliardi” Vie e piazze della Città.
Ore 20.00 Apertura Taverne.
Ore 20.00 Festa della Contrada S.Angelo. Corteo di rappresentanza della Contrada in festa. Vie e piazze della Città.
Ore 22.00 “Disfida tra Vecchi Archi”. Piazza della Libertà
Ore 23.30 “Li numeri de le 7 Contrade”. Con Messer Egidio. gioco a premi offerti da: Pizzeria Tin Tin via dei Maratoneti 4 (nuovo indirizzo)

Venerdì 8 settembre

Ore 18.00 Apertura “Mercatino Medievale” . Vie e piazze della Città.
Ore 19.00 “ Danze Medievali” a cura dell’ Associazione Culturale “il Palcoscenico”
Ore 19.30 Spettacolo itinerante a cura della “ Compagnia dei Goliardi”. Vie e piazze della Città.
Ore 20.00 Apertura Taverne.
Ore 22.00 “Ostende Ignis” a cura della “Compagnia la Barraca”.Piazza della Libertà.
Ore 23.30 “Li numeri de le 7 Contrade”. Con Messer Egidio. gioco a premi offerti da; Il Mattarello

Sabato 9 settembre

Ore 17.00 “Ricerche e Restauri dell’Università della Tuscia”. Intervengono docenti, ricercatori e laureati dell’Ateneo. Sala di Giobbe.
Ore 18.00 Apertura “Mercatino Medievale” Vie e piazze della Città.
Ore 18.30 Palazzo Deci – Celiani concerto di musica antica del 1600 “T’amai Gran Tempo” a cura di Incontri Mediterranei eseguito dall’Ensemble Ottaviano Alberti. Info 333 2214656
Ore 19.00 Esibizione del Gruppo Storico “Spadaccini di Soriano nel Cimino”. Piazza della Libertà
Ore 19.30 Spettacolo itinerante a cura della “Compagnia dei Goliardi”. Vie e piazze della Città.
Ore 20.00 Apertura Taverne.
Ore 22.00 Piccolo Teatro Nuovo presenta “Alchimie di Fuoco”. Piazza della Libertà.
Ore 23.30 “Li numeri de le 7 Contrade”. Con Messer Egidio. gioco a premi offerti da; Ente Ottava Medievale

Domenica 10 settembre

Ore 11.30 BANDO DEL PALIO. Vie e piazze della Città
Ore 12.00 Apertura “Mercatino Medievale” Vie e le piazze della Città.
Ore 13.00 Apertura Taverne.
Ore 15.00 GRANDE CORTEO STORICO per le vie della Città – preceduto dai giochi di bandiera dei piccoli sbandieratori delle 7 Contrade di Orte. Piazza della Libertà.
Posti a sedere su prenotazione info e prenotazioni presso Ufficio Pro Loco Orte
Ore 17.00 PALIO DEGLI ARCIERI: Disputa dell’Anello d’Argento tra gli arcieri delle 7 Contrade di Orte. Piazza della Libertà.
Ore 20.00 Apertura Taverne.
Ore 22.00 “GIOCHI DI BANDIERA” esibizione del Gruppo Sbandieratori delle 7 Contrade di Orte. Piazza della Libertà.
Ore 23.00 Estrazione della “LOTTERIA DE SANTO EGIDIO 2017”. Piazza della Libertà.

Contatti: +39 0761.493148

http://www.ottavamedievale.it/

Come arrivare

Indicazioni per raggiungere il Centro Storico della Città di Orte, sede delle manifestazioni dell’Ottava di Sant’Egidio.

E’ disponibile un ampio parcheggio in zona Impianti Sportivi (inizio strada per Orte Scalo, sotto il centro storico) dal quale funziona, il pomeriggio e la sera, un servizio continuo di bus navetta.

DA ROMA IN AUTO:
Autostrada A1 direzione Firenze – Uscita 33 Orte
Percorrere la SS.204 per circa 2 Km dal casello autostradale in direzione Viterbo

DA ROMA IN TRENO:
Ferrovia linea Roma-Firenze oppure Roma-Ancona – Stazione di Orte
Raggiungere il Centro Storico di Orte con i servizi antistanti la stazione.

DA FIRENZE IN AUTO:
Autostrada A1 direzione Roma – Uscita 33 Orte
Percorrere la SS.204 per circa 2 Km dal casello autostradale in direzione Viterbo

DA FIRENZE IN TRENO :
Ferrovia linea Firenze-Roma – Stazione di Orte
Raggiungere il Centro Storico di Orte con i servizi antistanti la stazione.

DA PERUGIA IN AUTO:
E45 [SS3BIS] direzione E45-A1-Terni-Orte-Roma
Percorrere la SS.204 in direzione Viterbo

DA PERUGIA IN TRENO :
Ferrovia linea Perugia-Roma – Stazione di Orte
Raggiungere il Centro Storico di Orte con i servizi antistanti la stazione.

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Da sabato 2 settembre a domenica 10, in locali di particolare pregio storico-architettonico, saranno aperte le tipiche TAVERNE di CONTRADA

Informazioni e prenotazioni / Information & reservations:
  • Taverna Contrada San Gregorio – Tel. 333.4623276 – Facebook
  • Taverna Contrada Porcini – Tel. 338.9628750 – Facebook
  • Taverna Contrada Sant’Angelo – Tel. 389.6817958 – Facebook
  • Taverna Contrada San Giovenale – Tel. 329.1606857 – Facebook
  • Taverna Contrada Olivola – Tel. 0761.402393 – 338.5812107 – Facebook
  • Taverna Contrada San Biagio – Tel. 0761.403180 – 339.3736616 – Web – Facebook
  • Taverna Contrada San Sebastiano – Tel. 338.7128331 – WebFacebook

La città di Orte è ripartita come allora in Sette Contrade:
CONTRADA SAN GREGORIO
CONTRADA PORCINI
CONTRADA SANT’ANGELO
CONTRADA SAN GIOVENALE
CONTRADA OLIVOLA
CONTRADA SAN BIAGIO
CONTRADA SAN SEBASTIANO

Mappa Contrade e Taverne / Contrade & Taverns maps

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EVENTI

Lo gusto de lo medioevo

“SCENE DI VITA MEDIEVALE”: Itinerario gastronomico attraverso i secoli del medioevo.
TERZA DOMENICA DI OTTOBRE
Info e prenotazioni: info@ottavamedievale.it – Tel. 366.3154218


Visite guidate Orte Sotterranea

A cura dell’ASSOCIAZIONE CULTURALE VERAMENTEORTE
Info e prenotazioni:
Ufficio Turistico – Via Matteotti, Orte Centro Storico
Telefono: +39 327.3978831 – 0761.404357 – e-mail: visitaorte@gmail.comhttp://www.visitaorte.com

Da lunedì a venerdì: Partenze ore 15.15 – 17.00 – 18.30
Sabato e domenica: Partenze ore 09.15 – 11.00 – 15.15 – 17.00 – 18.30
Domenica 10 settembre: Partenze ore 09.15 – 11.00

Venerdì 8 settembre
ore 22.00 – HORTAE DE NOCTE – VISITE GUIDATE IN NOTTURNA
E’ obbligatoria la prenotazione

PER LE VISITE AI SOTTERRANEI E’ OBBLIGATORIA PRENOTAZIONE. SONO CONSIGLIATI ABITI E CALZATURE IDONEI


BUS NAVETTA

Servizio Navetta continuo, dal 31 agosto al 10 settembre con partenza dal parcheggio degli impianti sportivi (strada per Orte Scalo) e arrivo al Centro Storico, acquistando un biglietto della lotteria (1 Euro)
– 31 agosto dalle ore 21.00 alle ore 01.00
– 01 settembre dalle ore 18.00 alle ore 01.00
– 02 settembre dalle ore 08.00 alle ore 10.00 – ore 18.00 alle ore 01.00
– 03 settembre dalle ore 08.00 alle ore 01.00
– 04 settembre dalle ore 19.00 alle ore 01.00
– 05 settembre dalle ore 19.00 alle ore 01.00
– 06 settembre dalle ore 19.00 alle ore 01.00
– 07 settembre dalle ore 18.00 alle ore 01.00
– 08 settembre dalle ore 18.00 alle ore 01.00
– 09 settembre dalle ore 17.00 alle ore 01.00
– 10 settembre dalle ore 10.00 alle ore 01.00


Informazioni presso:

Ente Ottava Medievale di Orte
Tel. 0761.493148 e 366.3154218 – E-mail: info@ottavamedievale.it

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Testina d’agnello con aglio e prezzemolo

Molti di voi inorridiranno nel vedere le foto di questa ricetta…..lo sòòòò. Ma è un piatto talmente buono che voglio proporvelo.  In questo modo semplice ma molto gustoso, la testina d’agnello, si può fare al forno e nel tegame. Quando si fa al forno non si aggiunge l’acqua, ma solo aglio e prezzemolo tritato ed un filo di olio. Unico accorgimento, si copre il cervello con un pezzetto di carta forno per far sì che non si bruci.

Testina d’agnello con aglio e prezzemolo

Ingredienti

Testine di agnello
un ciuffo abbondante di prezzemolo
3 spicchi di aglio
un pochino di olio extra verg oliva
sale q.b.

Esecuzione.

Pulire per bene le testine ( preventivamente tagliate a metà dal macellaio) Lavarle molto bene,.metterle in un tegame abbastanza grande da farle stare in un unico strato. Lavare il prezzemolo, sbucciare gli spicchi di aglio, tritarli  e versarli sulle testine. Coprirle con  un pò di acqua,( non deve superare le testine)  salare e aggiungere l’olio. Far cuocere a tegame coperto per 40/50 minuti circa …o. fino a quando vedrete che è cotta.

Continua su www.profumiesaporidellamiacucina.it

S. ANTONIO IN ORTE SCALO, ORE 17,30: S. MESSA NEL 50° DALLA SCOMPARSA DEL DR. SABATINO MELE, PRIMO MEDICO CONDOTTO

(Stefano Stefanini, NewTuscia) – ORTE – Domani sabato 17 ottobre alle ore 17,30 (oggi, n.d.r.) presso la chiesa di Sant’Antonio in Orte Scalo verrà ricordato il dott. Sabatino Mele, primo medico condotto di Orte Scalo, presidente della provincia di Viterbo dal 28 maggio 1961  e protagonista della costruzione della chiesa  e delle strutture parrocchiali, a fianco del primo parroco Padre Geremia Subiaco, insieme alla famiglia Giulioli ed a tanti fedeli di ogni estrazione sociale, che con il loro contributo economico e materiale hanno contribuito alla realizzazione del sogno del “parroco costruttore”. chiesa-s-antonio-orte

A cinquanta anni dalla scomparsa, per volere del parroco Don Giuseppe Aquilanti, verrà ricordata dopo la santa messa la figura di medico attento e premuroso, in particolare nella cura dei malati più poveri e bisognosi, come testimoniato dalla lapide posta all’ingresso della chiesa da Padre Geremia Subiaco pochi anni dopo la sua morte, a ricordo e gratitudine della generosa testimonianza di medico e di uomo dedito alle cura delle necessità ed al benessere fisico e  sociale della popolazione e della cittadina.

Nel ricordo di molti cittadini, in prevalenza ferrovieri trasferitisi per lavoro nella borgata sorta intorno alla stazione ferroviaria, è certamente indelebile la testimonianza di professionalità e dedizione del primo medico condotto, che esercitava la professione nello studio al piano terra del palazzo Giulioli-Mele.

Tante sono le testimonianze che verranno rese note nel momento di ricordo programmato dopo la Messa di suffragio, su tutte la dedizione assoluta alla cura di ogni  malato che ricorresse alla sua assistenza, sono altresì significative  le testimonianze di aiuto materiale che il dott. Mele ha fornito nel segreto dell’esercizio della professione medica.

Nato a Galatone,  in provincia di Lecce, il dott. Sabatino Mele viene assegnato alla condotta medica di Orte Scalo e sposa Fulvia Giulioli, appartenente ad una delle famiglie che affiancheranno ed aiuteranno economicamente – quali proprietari delle Formaci di laterizi –  Padre Geremia Subiaco nella realizzazione della chiesa e del complesso parrocchiale, e successivamente, della struttura limitrofa che ha ospitato per decenni la Scuola Media Antonio Deci ed ove è stata realizzata la Sala Auditorium intitolata a Dante Giulioli.

L’esperienza di medico e munifico benefattore della parrocchia  è stata arricchita dall’elezione del dott. Mele a presidente della provincia di Viterbo  il 28 maggio 1961, impegno politico maturato nella Democrazia Cristiana che in quegli anni vedeva nella Tuscia il protagonismo dell’on. Attilio Iozzelli, segretario provinciale della DC, più volte deputato e sottosegretario all’Agricoltura ed all’Industria. Non disponiamo di notizie documentate sull’esperienza politica di Sabatino Mele, ma le testimonianze raccolte confermano la grande disponibilità e la capacità di ascolto e di realizzazione che  il medico seppe trasferire dall’esperienza professionale all’impegno politico di presidente della provincia.

Nella celebrazione di domani verrà ripercorsa anche nei tratti umani meno conosciuti, la testimonianza professionale e umana del dott. Mele, una figura che ha scritto, con la sua dedizione e operosità disinteressata,  una pagina  significativa di impegno civico e socio-religioso nella storia della Città.

ORTE, AL VIA L’OTTAVA MEDIEVALE DE SANTO EGIDIO

Un viaggio attraverso i secoli, fino al 1396, anno in cui papa Bonifacio IX solennizzò la festività;  riporterà tutto il fascino del medioevo in città, tra storia, tradizioni e percorsi enogastronomici. Fino al 13 settembre.
di GIOVANNA MALORI su  Tuscia Times

©TusciaTimesORTE – Tutto pronto per la tradizionale Ottava Medievale di Santo Egidio, al via questa sera, 31 agosto, con la benedizione dei gonfaloni delle sette contrade.
Un viaggio attraverso i secoli, fino al lontano 1396, anno in cui papa Bonifacio IX solennizzò la festività, riscoperta da circa quarant’anni e che da oggi fino al 13 settembre riporterà tutto il fascino del medioevo in città, tra storia, tradizioni e percorsi enogastronomici.

©TusciaTimesA presentare l’evento a Palazzo Gentili, sede della Provincia, l’archeologo Giancarlo Pastura, presidente dell’ufficio turistico di Orte nonchè operatore scientifico del Museo Archeologico cittadino e Fabrizio Moretti, rettore dell’Ente Ottava Medievale.  “La festa ha un carattere prettamente culturale” ha spiegato MorettiIn programma ci sono tanti appuntamenti, presentazioni di libri e convegni che puntano a riscoprire la storia cittadina“.

Nel dettaglio la festa entrerà nel vivo il 1 settembre con la messa solenne nella Basilica di Santa Maria Assunta presieduta da S.E. Mons. Romano Rossi Vescovo della Diocesi di Civita Castellana in onore di Santo Egidio alle ore 11:30 e culminerà, la sera dello stesso giorno, con il concerto gratuito in piazza della Libertà di Peppino di Capri, cui seguirà la tradizionale “Tombolata” e uno spettacolo pirotecnico alle ore 24.

S.E. Mons. Romano Rossi diocesi di Civita Castellana

S.E. Mons. Romano Rossi  Vescovo della Diocesi di Civita Castellana

Giovedì 3 settembre apertura delle taverne, che proporranno piatti ispirati al medioevo, con musica e giochi in Piazza della Libertà a partire dalle ore 22.

Il 4 settembre presentazione di libri storici a Palazzo Roberteschi intorno alle ore 18, orario in cui verrà inaugurato il Mercato Medievale lungo le vie e le piazze cittadine, animate da spettacoli di artisti di strada. Alle ore 22, invece, appuntamento teatrale con “La farsaccia d’Orlando” in Piazza della Libertà.

5 settembre importante appuntamento a Palazzo Roberteschi alle ore 17 con la conferenza dell’archeologo numismatico Samuele Ranucci, che presenterà i rinvenimenti monetali del porto fluviale di Seripola.
Alle 22 spettacolo in Piazza della Libertà con il triangolare degli sbandieratori.

Domenica 6 settembre l’atteso “Trofeo delle Sette Contrade”, gara podistica che prenderà il via alle ore 10 da località Fabbri con arrivo in Piazza della Libertà, mentre alle 18 sempre a Palazzo Roberteschi verranno illustrate ricerche e prospettive di Orte Sotterranea, a cura di Giancarlo Pastura e del responsabile del Museo Civico Archeologico di Orte, Stefano Del Lungo.
Alle ore 18:30 corteo dei bambini e alle 22 “Lo Giuramento de lo Podestà”, durante il quale maggiorenti e nobiltà delle contrade assisteranno alla cerimonia di donazione dell’Anello d’Argento.

Lunedì 7 settembre Festa delle Contrade dalle ore 20 con i tradizionali cortei e la sfida tra contradaioli, che proseguiranno nei giorni seguenti, fino al grande corteo storico previsto per il 13 settembre alle ore 15.

Segnaliamo sabato 12 settembre l’interessante presentazione “Viaggio nell’antico patrimonio urbano della Città di Orte” di Fabrizio Moretti, presso la sala conferenze di Palazzo Roberteschi, il Palio degli Arcieri che avrà luogo domenica 13 settembre alle ore 17 in Piazza della Libertà e alle 23 l’estrazione della lotteria di Santo Egidio.

Per info e prenotazioni:
info@ottavamedievale.it 0761-493148 366-3154218
proloco.orte@libero.it 0761-403240
visitaorte@gmail.com 0761-404357 348-7672750
http://www.visitaorte.com
http://www.ortecitta.it

Link articolo originale: http://www.tusciatimes.eu/?p=102290

29 agosto 1943: l’eccidio di Orte

26/08/2015 – ORTE, Ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale inesploso, disinnescato. Fotocronaca.

Centro della Valle del Tevere, situato su di un’alta rupe tufacea, circondata a Nord ed a Est da un’ansa del fiume Tevere, e a Sud dal solco del suo affluente torrente Rio Paranza.

Orte vista da La Miranda

Orte vista da La Miranda

L’abitato centro storico ha una struttura compatta a pianta ellittica, adattata alla forma del colle: le case periferiche si impiantano direttamente sul ciglio delle pareti a picco che appaiono perforate a varie altezze da antiche abitazioni scavate nella roccia tufacea. Per la sua posizione all’incrocio delle strade che risalgono la valle del Tevere con la strada trasversale proveniente da Viterbo, che qui varca il fiume inoltrandosi nell’Umbria, Orte può essere considerato un importante nodo stradale e ferroviario dell’Italia centrale. In corrispondenza dello scalo ferroviario, si è formato in epoca più recente il centro di Orte Scalo.

L’insediamento umano nella zona di Orte risale all’età paleolitica; ciò è provato da alcuni oggetti di pietra, asce e punte di freccia, conservati nel Museo Pigorini di Roma. L’origine di Orte resta comunque una questione quanto controversa, come l’etimologia del suo nome. Reperti presenti nei musei Etrusco-Gregoriano e Vaticano, rinvenuti in necropoli ora scomparse ed in quella tuttora esistente di Civita deserta (oggi Villa Pinciana, sul colle San Bernardino), attestano che Orte fu etrusca. Dal primitivo insediamento in Civita deserta, gli Etruschi trasferirono la loro dimora sul colle tufaceo ove ancora oggi la città è ubicata. La zona etrusca, fra il monte Cimino e il Tevere, fu più volte luogo di scontri tra Etruschi e Romani. Ma fu nelle battaglie del 310 e del 283 a.C., combattute presso il lago Vadimone (situato nella zona di San Michele), che i romani distrussero gli Etruschi. Nel periodo romano Orte si svegliò a nuova vita. Creata municipio, fu lasciata libera di autogovernarsi ma senza diritto di votare le leggi. Nel periodo agusteo furono edificate molte opere pubbliche.

Fu costruito un ponte sul Tevere a cinque archi con tre torri e spallette merlate in sostituzione del preesistente ponte in legno dell’epoca di Pompeo Magno. Era era comunemente chiamato Ponte di Augusto ma fu costruito sicuramente in epoca anteriore a quella Augustea, come testimonia Cicerone nell’orazione PRO SEXTO ROSCIO AMERINO ” ( 82 a.C.). Il ponte tuttora raffigurato nello stemma cittadino di cui non rimangono che tre monchi piloni finché fu in piedi (1524) conferì ad Orte grande importanza perché per esso passava la Via Amerina che congiungeva Roma all’Umbria. Per soddisfare le esigenze idriche della città si costruì un acquedotto di nove archi, il quale riuniva la massa tufacea di Orte e quella della Bastia. Furono scavate inoltre ampie grotte nel vivo della rupe per adibirle a necropoli, lungo le cui pareti, ancora oggi, si possono vedere dei colombari.

Nel II ° secolo dopo Cristo furono scelti tre siti fuori della città come sepolcreti; in uno di questi sono state rinvenute tombe con corredi funebri.Per la sua posizione strategica, Orte fu occupata dai Goti, dai Bizantini e dai Longobardi. Nell’VIII° secolo entrò a far parte del Patrimonio di San Pietro in Tuscia, staccatasi dal primitivo corpo della Tuscia Bizantina e Longobarda. Nel 739 fu sottratta alla Chiesa da Liutprando, che la restituì a Papa Zaccaria nel 742, insieme con le città di Amelia e Bomarzo. Durante il periodo bizantino furono costruite le mura e le porte della città restaurate poi da Leone IV° (847 – 855). Nel secolo XIII° sostenne Bonifacio VIII° contro i Colonna, ma nel 1375 si ribellò alla chiesa. Nel secolo XV° si arrese a Ladislao, Re di Napoli, dopodiché Orte ritornò definitivamente alla Chiesa, salvo il periodo dell’occupazione francese, durante la Rivoluzione del 1789

La città non ebbe feudatari ma si resse a Comune con podestà, nobili e popolo. Nel 1200 fu compilato il primo statuto rinnovato nel 1395 e confermato successivamente nei papi Nicola V°, Sisto V°, Innocenzo VIII°. Nel corso dei secoli ai piedi del masso tufaceo sul quale è posta la città sorsero i borghi di San Giacomo, san Leonardo e Santo Stefano protetti da mura, che furono abbandonati e ridotti a colture, a causa delle invasioni barbariche e delle lotte civili. Per accogliere gli abitanti entro le mura della città, che occupava già tutta la superficie del masso la Comunità fu costretta a sopraelevare al massimo le case già esistenti, e a rafforzarle con i tipici archetti, posti a cavallo fra le strade.

Orte, vista dall'alto

Orte, vista dall’alto

Nel territorio ortano, in antico molto più vasto, sorsero, numerosi castelli appartenenti a nobili casate, e di cui restano visibili tracce.(Bassano ; Palazzolo , San Masseo )

Nel XIII° e XIV° secolo Orte ebbe una notevole attività artistico intellettuale, tanto che poteva vantare una università. Si svilupparono le istituzioni ospedaliere e assistenziali, che oltre ad avere carattere religioso ebbero grande rilevanza economica.

Le lotte fra Guelfi e Ghibellini, che raggiunsero il massimo furore nel secolo X° contribuirono a conferire al governo un sempre più marcato carattere di democraticità . Nel corso del tempo il podestà fu coadiuvato da altri magistrati, finché al capo del consiglio venne posto uno dei suoi membri, astratto a sorte ogni quindici giorni.

La città era divisa in sette contrade che prendevano quasi tutte il nome del santo titolare della chiesa più importante esistente nella contrada stessa . Faceva eccezione l’ottava contrada , denominata Capo Castello, perché in essa era ubicata la Rocca di difesa della città .

Vi alloggiavano, all’inizio del XIII° secolo, i Signori eletti dai pontefici fra i nobili che godevano della loro simpatia. Non si sa esattamente come questi Signori esercitassero il loro dominio, ma è certo che mentre alcuni lasciavano una certa autonomia al Comune, altri inferivano con spiccata tirannia contro il popolo. Fra questi ultimi primeggiava Antonio Colonna, eletto dallo Zio Martino V. Alla morte del Papa (1431) Antonio fu cacciato a furor di popolo, e la Rocca rasa al suolo, perché nessun tiranno vi potesse mai più alloggiare. Sulle sue rovine, verso la fine del XVI° secolo, fu costruito dagli Alberti un palazzo divenuto poi, di proprietà dei conti Manni. Anche se Orte conserva ancora intatta la caratteristica planimetria della città medioevale, accentrata attorno alla piazza maggiore, ove sboccano le vie principali, il fitto tessuto degli edifici più antichi fu parzialmente ricostruito, lungo i secoli XVI° – XVIII°, con le nuove tipologie a palazzo, di cui ne sono esempio vari edifici, ubicati nella piazza centrale e nelle vie principali.

 29 agosto 1943: l’eccidio di Orte

La ricostruzione del bombardamento nei brani del volume “La lunga notte e l’alba 1943-1944”, il Diario di Guerra dello scrittore Mario Pucci, autore dei libri “Guerra a primavera” e “Orte Scalo….ricordo” e del saggio “Orte Scalo sotto bombardamento” del generale Giuseppe Pesce.

Mario Pucci, che visse direttamente, con tanti giovani di allora, l’esperienza della guerra e della ricostruzione di Orte Stazione, ha scritto il Diario di Guerra “La lunga notte e l’alba: 1943-1944”.

Mario Pucci narra:

Il 29 agosto 1943 iniziò come una giornata perfetta. Aria mitigata dai temporali, cielo azzurrissimo, serena quiete del giorno domenicale.

Ma a metà mattina suona l’allarme. Solito esodo frettoloso ma non troppo, corsa in collina tra schiamazzi e fresche risate. Sarebbe durato poco, poi tutti di ritorno a casa.

Ecco il rumore in avvicinamento dei bombardieri che tutti credono come al solito di passaggio. Invece, arrivati gli aerei, qualche cosa di nuovo e di orribile accadde.

Un urlo tragico immenso disumano squarcia l’aria, insieme a boati enormi e profondi in rapida successione. Polvere e fumo oscurano il sole, piovono massi, tronchi d’albero, rami e foglie lacerate. E’ il finimondo, il caos.

La sera un centinaio di corpi senza vita, dilaniati e sfigurati, di ogni età e condizione, fanno da tappeto al pavimento della chiesa rimasta miracolosamente quasi intatta. Molti i feriti gravi che sarebbero morti la notte e nei giorni seguenti. I bombardieri avevano appena sfiorato gli obbiettivi militari: le bombe erano cadute, nei pressi della stazione ferroviaria, sulle case civili e soprattutto sulla collina e nella piana del fiume.

Ricordiamo che nel 2005 fu conferita al Comune di Orte la Medaglia di bronzo al Valor Civile, in memoria del sacrificio delle vittime del bombardamento subito da Orte Scalo il 29 agosto 1943.

La ricostruzione del fatto

Con l’ausilio del testo “Orte Scalo sotto bombardamento 29 agosto 1943-6 giugno 1944” scritto nel 2007 dal generale di Squadra Aerea Giuseppe Pesce, con dovizia di particolari di tecnica militare supportata da una preziosa documentazione d’archivio, si è giunti ad una ricostruzione attendibile del 29 agosto 1943.

Alle ore 10,28 di quella domenica, Orte Scalo subisce il più drammatico bombardamento dei tanti subiti da parte di quaranta bombardieri B.17”Flyng Fortress” dell’Aeronautica statunitense, decollati dalla base algerina di Oudna – Capo Bon, dirigendosi verso Orte attraverso il mar Tirreno e rientrando su terra tra S. Marinella e Civitavecchia, città anch’essa oggetto di drammatici bombardamenti, sorvolando il lago di Vico, per poi sganciare un numero impressionante di bombe da 1.000 libbre (450 kg) sulla stazione ferroviaria e, per errore, sulla collina a sud-ovest, ove si erano rifugiati tanti cittadini. Le bombe provocarono 117 vittime innocenti, che furono accolte nella chiesa.

via 29 agosto 1943: l’eccidio di Orte.

LE CHIESE

dipinto_di_santa_maria_assunta

DIPINTO DI SANTA MARIA ASSUNTA – BASILICA SANTA MARIA ASSUNTA -SEC. XVIII (ORTE)

Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta 

L’antica Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, era il monumento più grandioso della Citta fatta dice il Leoncini, alla forma di San Pietro in Roma, modellata cioè sull’antica Basilica Costantiniana. Vi si accedeva per una scalinata che partiva dalla Piazza, saliva al quadriportico, infine, al portale d’ingresso. La parte centrale della facciata era ornata ai lati da due colonne di marmo finissimo, e in alto, era stata posta la figura della Vergine Maria con il Suo Figlio in braccio. Quando la vecchia Cattedrale fu demolita per lasciare il posto alla nuova, l’immagine della Vergine, dipinta su marmo, fu collocata sul muro esterno del Palazzo Vescovile dove ancora oggi si trova. Questa Cattedrale, testimone della vita religiosa e civile nei secoli più antichi, rimase in vita fino al 1700. Era un gioiello architettonico ricco all’interno di stupende statuine in marmo di Gesù Risorto, di San Giovanni Battista, di San Lorenzo Martire, dei Santi Pietro e Paolo ora conservate nel Museo Diocesano. Purtroppo però, le ormai accresciute esigenze della Città, le crepe causate dal tempo, parte di fondo della navata centrale rimasta scoperta, richiedevano restauri costosi che importavano ingenti spese, ma non risolvevano definitivamente il problema. Dopo lunghe e sofferte discussioni, dopo aver perfino tentato di restaurarla, fu presa la decisione di costruirne una nuova. La nuova Cattedrale ampia, organica, solenne, dalla cupola solenne slanciata fu aperta al culto e consacrata dal vescovo Giovanni Francesco Tenderini il 9 novembre 1721, sotto il pontificato di Innocenzo XIII. Il coro in noce, con venti scanni, di semplice fattura, fu eseguito nel 1721 su disegno di Padre Girolamo da Me stretta, cappuccino a cui sono dovuti anche i disegni dei coretti e delle mostre degli organi. La balaustra in marmo, che recinge l’abside dell’altare maggiore, fu dono del cardinale Ferdinando Nuzzi, di nobile famiglia ortana.

La facciata, come si presenta oggi, fu iniziata nel 1898 e inaugurata il primo settembre 1901.

San Pietro

L’antica chiesa di San Pietro era addossata alla Rocca che, per questo, si diceva “Rocca di San Pietro”. Nel 1431 anche la chiesa ebbe la stessa sorte della Rocca, cosìcchè fu necessario ricostruirla nel luogo ove oggi si trova. La zona nella quale fu fabricata con il ricavato della vendita di un pezzo di terra di proprietà della chiesa stessa, apparteneva alla contrada Porcini, ma a partire da un atto notarile del 12 novembre 1426 si comiciò a chiamarla contrada di San Pietro. La nuova chiesa risale dunque, alla prima metà del secolo XV. I successivi restauri dei secoli XVII e XVIII, le diedero l’attuale configurazione.

San Biagio

La chiesa all’origine era romanica, e si può dire, nata con la contrada. Un atto notarile del 2 febbraio 1291 attesta che la chiesa era collegiata e aveva il suo priore e alcuni canonici. Essa aveva il pavimento a mosaico ed era circondata da giardino, torre e chiostro. Nel 1352 la chiesa e le case che la circondavano furono date in Commenda all’Ospedale romano di Santo Spirito in Saxia il quale vi fece una Precettoria, cioè una specie di collegio o scuola per l’assistenza agli infermi e ai bambini abbandonati.

Nel 1613 l’Ordine di Santo Spirito chiuse la Precettoria e affidò la chiesa di San Biagio con i suoi beni alla Congregazione dell’Annunziata, con le condizioni che venisse collocata sopra il portale di ingresso la doppia croce di Lorena, stemma del proprio ospedale ed in alto, sopra l’altare, la Colomba raggiante, simbolo dello Spirito Santo.

Nel 1754 un furioso incendio distrusse completamente la chiesa: solo le mura perimetrali rimasero intatte. La chiesa fu ricostruita nel 1757 “alla moderna”, leggera ed elegante, ad una navata.

Dell’antica chiesa romanica è visibile ancora il muro di destra e l’abside. Nel 1986 un altro incendio danneggiò gravemente la chiesa all’interno, subito restaurata però da un gruppo di giovani volontarie riaperta al culto nel 1988.

Sant’ Angelo

Sant’Angelo si trova nell’attuale chiesa di San Francesco. La cripta, venuta alla luce nel 1981, ci indica che la chiesa era di stile romanico, con qualche accenno gotico. La cripta fu riempita di materiale riporto quando nel 1695 fu demolita la parte superiore della chiesa per costruirvi sopra l’attuale edificio barocco. Un’ultima trasformazione si ebbe agli inizi del secolo XIX, quando vi si trasferì la Compagnia della Misericordia e sull’altare Maggiore, al posto di S. Francesco fu collocato il seicencesco quadro della Madonna della Misericordia. Nella piazza di S. Francesco vi era anche un’altra chiesa dedicata ai Santi Maurizio e Marciano già attestata fin dal 1238, che si trovava dove ora è il giardino di Palazzo Manni ed era retta da un Consiglio di Canonici. Nel 1441 venne affidata ai frati francescani del vicino convento, i quali nel 1554 la concessero alla Misericordia e da quell’epoca il popolo comiciò a chiamarla chiesa della Misericordia. Nel 1816 era ancora in piedi; dell’antica chiesa è rimasto appena il muro di cinta dove, si possono vedere ancora alcuni resti delle antiche colonne.

Sant’Agostino

La chiesa di Sant’Agostino, costruita dai Frati Agostiniani tra la chiesa di Santa Croce e l’ex palazzo della Comunità, innalzando inoltre la Torretta di ingresso e trasformandola in campanile ,era già in funzione nel 1335. Ne risultò così un complesso sacro piuttosto strano, composto di tre ordini di edifici diversi e irregolari: la chiesa di Santa Croce, chiamata ufficialmente chiesa del Crocefisso, la Cappella di Santo Egidio, il cui culto era affidato alla medesima compagnia, è la chiesa di S. Agostino . Della chiesa di Sant’Agostino è notevole l’altare del Rosario, del 1571 la cui pala in legno con l’immagine della Madonna del Rosario, è opera del pittore Giorgio da Orte.

Particolare importanza rivestono il Crocifisso ligneo del 400 ,l’altare della Cappella di S.Egidio. opera dell’architetto ortano F. Veramici e le tavole della Vita di San Egidio , oggi costudite nel Museo Diocesano, che chiudevano la nicchia con la statua del Santo.

San Gregorio

La contrada di San Gregorio fu certamente una di quelle che si formarono più in ritardo e con maggiore lentezza. Si trovava infatti a contatto con la fortezza militare e solo dopo il 1430, nella parte già Capo Castello, cominciò la lenta opera di trasformazione, che si concluse con l’attuale struttura topografica.

Quando la Rocca era ancora in piedi, da occidente si entrava in Città o con un ponte levatoio, o dalla Porta del Vascellaro. La contrada prendeva il nome dalla chiesa di San Gregorio costruita sulla rupe, poco fuori dalla Porta.

Nel 1479 la chiesa “cascò e ruinò”, e fu costruita “dalli fondamenti”, con il concorso di tutto il popolo. A questo tempo dovrebbero risalire la facciata tipici tratti quattrocenteschi e le splendide pitture interne, riscoperte in questi ultimi anni ( un San Gregorio, un San Sebastiano e una Madonna)che vengono attribuite ad artisti viterbesi. Ma il documento che più di ogni altro sta ad indicare l’antichità della prima chiesa di San Gregorio, è quella lastra di peperino ,databile al secolo IX, infissa in basso all’estremo lato destro della facciata. Essa fu collocata in quel luogo perché doveva appartenere al materiale della vecchia costruzione e, come tale, risaliva al periodo direttamente collegato con la presenza dei Longobardi nella nostra Città.

San Silvestro

La chiesa di San Silvestro, oggi trasformata in Museo Diocesano d’Arte Sacra, fa parte della contrada di San Biagio, ed è l’edificio più antico e venerando della Città. Infatti, una iscrizione incisa sulla targa di piombo che ricopriva le reliquie dell’altare maggiore della chiesa, riportata dal Leoncini, portava la data 1141 .

Le strutture originarie dell’edificio furono snaturate da orribili manomissioni nel secolo XVII; uno spesso strato di calce aveva ricoperto la facciata , perfino il campanile era sparito, soffocato dalle costruzioni addossate sulla parete di sinistra della chiesa.

Nel primo decennio del ‘600 fu demolita la parte più caratteristica della chiesa, cioè il portichetto , sotto il quale gli inviati del papa venivano a raccogliere le decime dovute alla Santa Sede . L’unica cosa buona che venne fuori da tutta questa opera di rinnovamento fu la piazzetta antistante, ricavata dallo spazio lasciato libero dal portichetto. Nel 1614, in mezzo alla piazza lastricata, fu innalzata, sopra un basamento, una delle colonne della chiesa Cattedrale, sormontata da una croce: la piazza d’allora divenne Piazza Colonna.

Il monumento fu poi del tutto rifatto nel 1717, a spese del cardinale ortano Ferdinando Nuzzi, con un nuovo basamento e una colonna più maestosa e ornata di capitello, proveniente dalla demolita Cattedrale romanica.

Adiacente la Chiesa, troviamo il Campanile di San Silvestro, opera di maestranze certamente diverse, posteriore alla costruzione della chiesa. La sua erezione può essere assegnata con quasi assoluta certezza alla seconda metà del secolo XII.

Il campanile, del consueto tipo romano laziale a torre quadrata con bifore a pilastrini e trifiore a colonnine e archetti a doppio profilo trova numerosi riscontri a Roma e anche nella vicina Civita Castellana.

I lavori di restauro, iniziati nel 1955 e durati oltre sette anni, hanno riportato il complesso dell’edificio alla sua forma primitiva, che permette di apprezzare nel modo migliore la nuova sistemazione.

I PALAZZI

La Rocca e il Palazzo Alberti

Dell’antica Rocca non sono arrivate a noi altro che i sotterranei sotto il palazzo Alberti e l’ampio piazzale su cui erano disposti gli alloggiamenti e le opere di difesa. Essa sarebbe stata costruita dal marchese Pietro, fratello di papa Giovanni X (914 – 928), quando fu costretto da una rivolta a fuggire da Roma. Si rifugiò ad Orte perché la Città, posta su una rupe scoscesa da tutte le parti, meglio si prestava ad esser difesa .In un periodo successivo vi si erano stanziati gruppi di Ungari, chiamati in Italia da Berengario I, i quali da lì, partivano per azioni di saccheggio e di vendetta. Per gli ortani la Rocca era diventata sin d’allora il simbolo della tirannia e essi non esitarono a distruggerla, quando gli Ungari abbandonarono definitivamente l’Italia.

La Rocca venne poi ricostruita per iniziativa del cardinale Egidio Albornoz, inviato dal pontefice a restaurare il potere pontificio negli stati della chiesa,.

Essa appariva una piazzaforte impressionante per forza e robustezza, di grande ampiezza, con fossati da una parte e dall’altra . Dopo la conclusione dello Scisma d’Occidente, Martino V, dei principi Colonna, nel 1417 assegnò al suo nipote Antonio Colonna la Rocca di Orte, dalla quale si poteva controllare il ponte sul Tevere Banda di prepotenti, compì uccisioni e devastazioni in Città e nel territorio. Alla morte del Papa, nel novembre del 1431, la rabbia cittadina esplose furiosamente. E la Rocca che era stata il baluardo di tante sue nefandezze, venne definitivamente distrutta e spianata.

Alla fine del ‘500, una parte del terreno dove era il bastione fu acquistato dai signori Alberti, una famiglia trapiantata ad Orte da Arezzo, Tra il 1598 e il 1602 essi vi costruirono il primo dei cinque splendidi palazzi che lasciarono in Orte. Quello della Rocca si ispira’ nel suo complesso, a linee classicheggianti, ma se ne discosta per una certa asimmetria della facciata, che preannuncia la nascita di un nuovo gusto artistico. Il palazzo, a detta del Leoncini, era stato costruito in due tempi: ma parte fu fabbricata nell’anno 1596, mentre l’altra, verso la Città, nell’anno 1602, non sappiamo se in base a un unico progetto.

Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale, che appartiene alla contrada San Giovenale, si affaccia sulla Piazza di Santa Maria, il cuore della Città, in cui sfociano, provenienti dalle sette contrade, le sette strade Sull’antica facciata si possono ammirare tre stemmi: sopra la vecchia porta d’ingresso lo stemma del Comune, formato dal ponte a cinque arcate sormontato dalle Chiavi Pontificie . Secondo libro gli statuti della Città di Orte, per piazza doveva intendersi lo spazio compreso entro le catene, poste tutte attorno, sulle strade che sfociano in essa. A sinistra della piazza cominciavano i portici popolati di botteghe, sorretti da colonne robuste ed eleganti, sormontate capitelli romanici. Sulla destra non c’era ancora il palazzo dell’Orologio, e lo spazio fino alla Fontana Grande era occupato dalla chiesa e dal campanile di San Giovanni in Fonte ,l’antico Battistero degli ortani,in stile romanico ricco di memorie storiche e artistiche L’ antica testa di leone in marmo, ora collocata all’angolo della Piazza, sopra la Cassa di Risparmio apparteneva a tale chiesa , demolita nel 1602 per il problema dell’ampiamento della piazza e della Fontana.

Fontana Grande

La chiesa di San Giovanni in Fonte era collegata con la Fontana Grande ed era Sede dell’antica Confraternita dei Raccomandati .

Negli Statuti del 1584 si comminava la pena di 10 libre per colui che avesse deviato o dirottato l’acqua della fontana sita in piazza del Comune e si imponeva che l’acqua proveniente dall’acquedotto doveva essere attinta solo nella fontana di piazza oppure nella fontana di San Gregorio o nella cisterna dei frati minori a San Bernardino. Si puniva con 40 soldi di multa chiunque avesse sporcato o vi avesse gettato immondizia.

Cunicoli

Durante i lavori di consolidamento della rupe su cui Orte sorge, è stata casualmente individuata una rete di cunicoli scavati nel tufo ed estesa in vari settori della città. Il complesso sotterraneo dei cunicoli è costituito da un condotto principale da cui dipartono una serie di diramazioni laterali, molte delle quali attualmente ostruiti o murati. La maggior parte di essi appartiene al tipo scavato nella roccia, con sezione ogivale o a tutto sesto, mentre il cunicolo sotto via Matteotti è stato realizzato utilizzando una tecnica più elaborata. Sulla rupe di Orte sono state individuate tre cisterne ipogee direttamente collegate alla rete dei cunicoli. Lungo il fronte meridionale della rupe, una scala scavata nella roccia semi-nascosta dalla fitta vegetazione immette ad un ninfeo rinascimentale con colonne, archi e fontane scavati nella roccia; questo ambiente è posto in comunicazione con lì condotto principale attraverso un cunicolo che conduce alla fontana di piazza della Libertà. Esiste un progetto che prevede di rendere fruibile parte del condotto principale ed il Ninfeo attraverso un programma di visite guidate periodiche; questo progetto presuppone chiaramente delle operazioni di bonifica e pulitura delle condotte, il ripristino del sistema di vasche del Ninfeo e la realizzazione di un impianto di illuminazione.

Seripola

Nel corso dei lavori di costruzione dell’Autostrada del Sole nei primi anni sessanta, a ridosso di una collinetta che nel periodo medievale prese il nome di Seripola (Sub ripola) furono ritrovati i resti di un porto romano sul Tevere.

Seripola è una località che si estende sulla riva sinistra del fiume Tevere, per oltre cinquecento metri, limitrofa alla piana di Lucignano. Nei secoli V-VI e seguenti a.C. il porto di Seripola era un centro intenso di traffici commerciali, in quanto il Tevere era l’unica via naturale di comunicazione verso Roma e da Roma verso l’interno.

L’Hortanum, doveva considerarsi l’estremo limite navigabile con le imbarcazioni di una certa portata. Questo centro viene identificato con ” Castellum Amerinum ” dove probabilmente la Via Amerina attraversava il tevere Le dimensioni delle strutture portuali stanno a dimostrare l’importanza del sito , ove ancora oggi si possono ammirare le tracce di abitazioni, di botteghe, delle terme. Pregevoli sono pure i pavimenti, a mosaico, un sistema attrezzato di rete fognaria, pozzo profondo circa trenta metri

La perdita di importanza del porto di Seripola coincide con la costruzione delle vie consolari, in particolare della via Amerina, che permetteva il trasporto delle merci col minor tempo.

La costruzione del così detto Ponte di Augusto sul Tevere (di cui oggi si scorgono appena i resti del Tevere) sancisce intorno al II secolo a.C. la decadenza del porto fluviale.

Il rinvenimento del sito dà un’indiretta conferma di quanto sostenuto da autorevoli storici e linguisti secondo i quali Virgilio nel Canto VII dell’Eneide nominando le “Hotinae Classes” corse in aiuto a Turno contro Enea, si riferisce a valorosi soldati ortani e all’esistenza di una potente flotta fluviale.Visita previo contatto con la Pro Loco

Ponte di Augusto

Orte, Casale Farcas (altezza antico Pnte di Augusto)

Orte, tenuta del Casale Farcas (altezza antico Ponte di Augusto)

Costruito intorno alla metà del XII secolo, può essere considerato uno dei primi ponti sul Tevere a Nord di Roma.

Fortificato con due torri alle estremità, fu assunto per la sua importanza a rappresentare lo stemma della città. E’ crollato per una grande piena nel 1514 e nel 1524. I ruderi sono ancora visibili dal belvedere a lato di Palazzo Alberti alla Rocca.

I MUSEI

Museo Diocesano di Orte

Ha sede presso la chiesa romanica di S. Silvestro, in una piccola piazza. La scelta è apparsa la più opportuna e la più degna non solo per la bellezza dell’ambiente, ma anche l’edificio è situato nel centro dell’abitato.

Le opere conservate consistono in un nucleo non vasto, ma di assai notevoli qualità e interesse, per la maggior parte già in chiese locali scomparse, quali l’antico S. Giovanni in Fonte, il S. Lorenzo al Vescovado, la chiesa dei Raccomandati e la Cattedrale primitiva, del tutto trasformata nel tempo. Alcune scoperte provengono da chiese locali che, per il loro abbandono o scarsa custodia, non offrono più le indispensabili garanzie di sicurezza che la conservazione del materiale artistico richiede.

Di eccezionale importanza il prezioso frammento di mosaico con la figura della Madonna, uno dei pochi resti della decorazione dell ‘Oratorio di Giovanni VII (705-707) in S. Pietro, di cui i rimanenti avanzi si trovano in luoghi tanto più famosi, quali S. Maria in Cosmedin, le Grotte Vaticane, S. Marco a Firenze, Mosca, Museo delle Arti figurative.

Fra le tavole raccolte, insieme S. Francesco risalente all’ultimo quarto del secolo XIII , la Madonna di Taddeo di Bartolo, opera assai importante che documenta la presenza di Siena e un gruppo di tavole di scuola umbro-laziale del secolo XV . Di notevole interesse il Polittico con le Storie di S. Egidio.

Primeggia la preziosa Croce reliquario di Vannuccio di Viva da Siena, cesellata e incisa con smalti traslucidi, firmata e datata 1352.

Tratto da: Luisa Mortari – “Museo Diocesano di Orte” – 1994

Museo Civico

La storia ricca ed importante della città ha reso opportuna la scelta di realizzare un Museo Civico, allestito nei locali dell’ex Chiesa di San Antonio Abate ,edificio situato nel Centro storico .

La costruzione risale al XIV ° secolo ma è stata ristrutturata in stile Barocco. L’allestimento si propone di ripercorrere la storia di Orte e del suo territorio, dalla fase etrusca a quella romana e medioevale attraverso reperti in gran parte legati all’ambito funerario.

Visita previo contatto con la Pro Loco

Il Santuario delle Grazie

Nella contrada detta di Schiachheta c’è il Santuario di Santa Maria delle Grazie è custodito amorevolmente fin dal 1958 dalla Comunità Monastica Benedettina , che già era presente ed operava nel territorio dal lontano 1500 testimoniando la propria fede di consacrazione nel cuore stesso della città di Orte.

Fu riconosciuta dall’ Autorità Ecclesiastica , per tutta la cittadinanza ortana , quale punto di riferimento e di richiamo ai valori della fede cristiana. Durante gli anni 60′ il Vescovo ha suggerito il trasferimento del Monastero Benedettino della Città di Orte al Santuario di S. Maria delle Grazie , perché fosse decorosamente custodito e amato da tutti i fedeli della Diocesi .

Le monache vivono con intensità , la spiritualità della Regola di San Benedetto.

San Bernardino

L’antica denominazione del luogo è CIVITA DESERTA, e secondo alcuni storici , qui si sarebbe insediata la prima comunità dei fondatori della città di Orte.

Il colle prende il nome da San Bernardino da Siena che quando venne a predicare nella città dimorò in una grotta ; testimonia la presenza di San Bernardino in questa zona un dipinto della Madonna donato alla città dall’autore Taddeo di Bartolo e ancora in alcuni testi si ritrova che la comunità organizzava solenni festeggiamenti in onore del Santo . Nel luogo venne poi edificato un convento di frati con annessa una chiesa . Oggi il convento è abbandonato e la chiesa viene aperta solo in rare solennità liturgiche.Nelle vicinanze del convento sorge la chiesetta della Trinità , del XV ° secolo scavata nella roccia .

Ristrutturata di recente nelle sue mura si possono ancora ammirare interessanti pitture del quattrocento.

Petignano

Tutto intorno al paese di Orte si estendono le contrade ( di campagna ) che conservano ancora l’antico nome , dedicate a Giano : Resano , Petignano , Molignano e quella di Lucignano .

Petignano è una zona della città al di là del fiume che anticamente poteva essere raggiunta attraversando il Tevere nei pressi del ponte di Augusto.

Nei tempi antichi qui sorgeva la chiesa di San Lorenzo che aveva il priore e i canonici , residenza della prima comunità di frati compagni di San Francesco di Assisi.

In questa chiesa visse predicando la pace e fu sepolto , il beato Teobaldo da Assisi . Al posto dell’antica chiesa distrutta nel 1478 , poi edificata una chiesetta di campagna oggi abbandonata .

Un luogo di culto è stato consacrato nell’Aprile 1994 nel centro del quartiere di Petignano , che a partire dagli anni ottanta ha avuto un notevole sviluppo edilizio. La prima settimana di agosto si tiene in questo quartiere la fiera Provinciale di Artigianato e Merci, giunta nel 1998 al XV ° edizione.

Lucignano – Lago Vadimone

Secondo lo storico ortano Don Lando Leoncini la piana di Lucignano era anticamente disseminata di torri ; di alcune rimangono ancora oggi delle tracce come quella comunemente  detta di San Masseo , più propriamente Torre della Precettoria dei Cavalieri Gerosolimitani  ( cavalieri di Malta) che faceva parte dell’omonimo castello .Il castello più importante era  sicuramente quello di Bassano che un tempo era del comune di Orte.

Nella zona si trovava una sorgente di acqua sulfurea calda , utilizzata anche per bagni termali e ancora oggi li luogo è denominato ” il Bagno”. Intorno agli anni ‘ 70 per iniziativa privata è sorto un complesso denominato terme di Orte con una piscina che utilizza l’acqua sulfurea . Molte altre sorgenti di acqua dolce si trovavano in questa zona , vicino al fiume Tevere , e tra queste lo storico Lago Vadimone , reso famoso da una battaglia combattuta contro gli Etruschi da L. Papirio e ricordata da T. Livio . Anche Plinio il Giovane , lo descrive nella sua NATURALIS HISTORIA .

Il lago, ricorda Plinio, anche se di dimensioni ridotte presenta acque molto profonde calde e sulfuree come quelle del Bagno , con le quali potrebbero essere in collegamento. Sempre secondo il leoncini il lago Vadimone era anche detto lago di Portiglione dal nome di un vicino Castello appartenente a nobili Ortani.

Casino degli Alberti

Residenza estiva terminata nel 1701 ; possiede una doppia scala esterna monumentale e alcuni affreschi che ritraggono i personaggi di spicco della famiglia.

Orte Scalo

A circa 4 km, in una vallata a sud est di Orte, a ridosso delle colline di ponente, si distende Orte Scalo, lambito per tutta la sua lunghezza dal biondo Tevere. E’ la frazione più grande, con quas 4000abitanti, circa la metà dell’intero comune. Sorge su un territorio anticamente chiamato Martevole, perché, secondo il Leoncini, o vi sgorgava una fonte dedicata a Marte, oppure qui era avvenuto un fatto d’armi. E’ sede di un’importante nodo ferroviario che collega Orte con Roma, Ancona, Firenze,e Viterbo. La ferrovia venne costruita dallo Stato Pontificio nel 1864 per collegare Roma con Orte.

Il 4 gennaio 1866, per la prima volta un treno attraversava la stazione ferroviaria di Orte. La maggior parte della popolazione è impiegata nelle F.S., ma bisogna dire che è un luogo per risiedervi data la vicinanza con Roma, a 38’ di treno e con Terni e Viterbo che distano solo 30 Km.

Il territorio di Orte Scalo è la continuazione storica di quello di Orte Centro perché da sempre vi ha fatto parte. Lasciandosi alle spalle il colle di San Bernardino, giunti nei pressi di Orte Scalo,su di una collina, si trova una vecchia torre rudere di un piccolo castello del ‘300, chiamata “torre di Cristo” perché apparteneva agli ospedali di Santa Croce e dei Raccomandati, che poi si sono fusi in Ospedali riuniti e che l’hanno posseduta fino a pochi anni orsono. Poco distante, a monte dell’attuale via Camerano come fa menzione lo storico locale Leoncini nella sua “Fabrica ortana,”si trovano i rresti di un altro piccolo castello, Castel Vecchio o Torre di Bofo-Sordolini, dal nome della famiglia che lo possedeva. La zona di pianura prospicente la stazione ferroviaria verso il Tevere, è detta Molignano a causa di una grande colonna “Moles-Jani” situata sulla riva del fiume. Qui si trova anche il porto-traghetto di Santa Lucia, detto volgarmente di Santa Lucida, uno dei quattro porti sul Tevere in territorio Ortano. La fonte Martevole era nei pressi. Seguendo l’itinerario collinare, sempre fiancheggiando il Tevere, si incontravano due chiese: quella di San Clemente, (detta di S. Chiomento) scomparsa da secoli e quella di S.Nicolao, distrutta dopo l’ultima guerra.

Qui si era stabilita la prima comunità dei frati di S. Francesco e vi risiedeva lo stesso Santo di Assisi durante la sua permanenza ad Orte. Nacque così , era l’anno 1209, il primo convento dell’Ordine appena fondato. La chiesa di S.Nicolao è stata finita di distruggere durante la II guerra Mondiale.

Il giorno 29 agosto 1943 un allarme aereo fece fuggire dall’abitato la popolazione (vi erano già state circa 60 incursioni) che si era rifugiata in gran parte nella collina di S. Nicolao, ritenuta sicura perché distante dalla stazione, ma la malignità della cattiva sorte aveva stabilito che gli aerei americani avessero sganciato il loro carico di morte e distruzione a casaccio andando a colpire proprio S. Nicolao e facendo una carneficina fra la gente inerme. La costruenda chiesa dei SS.Giuseppe e Marco, rimasta miracolosamente illesa, dovette accogliere i numerosi cadaveri disposti in lunghe file tra il pianto e la disperazione dei sopravvissuti. Orte S. non ha palazzi antichi da mostrare, solo rare case e la bella chiesa dei SS.Giuseppe e Marco, di stile gotigheggiante, che risalgono al periodo precedente la II guerra mondiale. Tutti gli altro edifici sono stati costruiti dopo il ’45. A confine con la zona di S. Nicolao inizia la zona di Baucca, (oggi divisa in Baucca alta e Baucca Bassa) che prende il nome dall’antico castello che vi si trovava. Attigendo notizie da “Fabrica Ortana” del Leoncini, la selva di Baucca (attuale macchia della Madonna, il cui nome completo sarebbe: Raccomandati della Madonna, confraternita di Orte, che ne erano propietari), aveva una grande estensione (260 rubbi, circa 460ettari) ed era attraversata da numerosi corsi d’acqua. La comunità ortana vi esercitava i suoi diritti, sia per il pascolo che per il legname. Gli alberi,dei grossissimi noci, furono utilizzati anche per la costruzione della rocca di Civita Castellana e di Nepi. Il castello di Baucca, di cui ancora esistono iruderi, fu elemento di contesa tra la chiesa e la Città di Orte, risolta poi a favore di quest’ultima.

Dopo varie controversie, il castello fu assalito e distrutto nel 1412 da Ladislao di Napoli e mai più ricostruito.

Fonte: http://www.lazio.dk/ortes_historie.htm

Vedi anche:

http://www.comune.orte.vt.it/

 http://www.visitaorte.com/

http://orte.italiavirtualtour.it/

 

Il mondo rurale nei quadri dell’artista rumeno Petru Bejan

L’artista rumeno richiama alcuni tratti della pittura naïve

Petru_Bejan10 La sala espositiva del MAF (Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese (via Imperiale, 263 a Bosco di San Bartolomeo in Bosco) da domenica 19 aprile alle 16 ospiterà una mostra personale del pittore rumeno Petru Bejan. Nato a Bacau nel 1973, l’artista ha frequentato per un biennio la Scuola Popolare d’Arte di Bacau. Ha quindi svolto per 15 anni, anche come apprendista, diversi lavori di restauro, pittura e arte decorativa in varie chiese rumene.

Tra le sue varie esperienze artistiche sono da ricordare la sua partecipazione, nel 2000 e nel 2001, al Festival della Cultura e della Cultura di Minoranza a Budapest, in Ungheria e la partecipazione, in Italia, al VI Concorso di Arti Visive “Città di Pianoro”, nel bolognese, nel 2008. Nella personale allestita al MAF, Petru Bejan pone in risalto la sua originalissima pittura che privilegia paesaggi di splendidi mondi rurali incontaminati, con i suoi colori inconfondibili, richiamanti alla memoria alcuni tratti della pittura naïve. L’artista attualmente risiede nel bolognese.

Blog : http://petrube.blogspot.it/

L'artista

L’artista

La mostra resterà visitabile negli orari di apertura del Museo (da martedì a venerdì: 9.00-12.00; festivi: 15,30-18,30) fino al 12 maggio prossimo e sarà ufficialmente presentata domenica 26 aprile nel corso di uno dei pomeriggio culturali organizzati dal MAF.

MAF – Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese Via Imperiale, 263 – San Bartolomeo in Bosco (Fe) Tel. 0532 725294 – Fax 0532 729154 e-mail: info@mondoagricoloferrarese.it

(Comunicato a cura degli organizzatori)

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Lavanda: Come coltivarla a partire dai semi

3 Metodi: Far Germinare i Semi. Trapiantare. Cura Giornaliera.  Seminare la lavanda tra aprile e giugno. La fioritura delle piante di lavanda avviene tra giugno e luglio.

lavanda_levanticaLa lavanda è un bellissimo cespuglio profumato che darà vita a fiori viola, bianchi o gialli a seconda della varietà che hai scelto. Molti giardinieri preferiscono il taleaggio (ossia piantare il ramo reciso di una pianta pre-esistente), ma la lavanda può essere coltivata anche partendo dai semi. Coltivare la lavanda dai semi non sempre restituirà i risultati sperati, ed in più si tratta di un processo piuttosto lento, ma è comunque una strada più economica rispetto al comprare rami di lavanda da piantare o piante già cresciute.

Continua a leggere… Come Coltivare la Lavanda a Partire dai Semi http://it.wikihow.com/Coltivare-la-Lavanda-a-Partire-dai-Semi

Come moltiplicare le piante di alloro (Laurus nobilis)

L’alloro è una pianta molto diffusa, soprattutto nei paesi a clima temperato sia in pianura che in collina e cresce spontaneo in tutti i Paesi del Mediterraneo, nelle macchie e nei boschi ed è molto utilizzato nei giardini e nei parchi come pianta ornamentale oltre che apprezzato per la sua fragranza aromatica. alloro-siepe

CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Regno : Plantae
Clado : Angiosperme
Clado : Magnoliide
Ordine : Laurales
Famiglia : Lauraceae
Genere : Laurus
Specie : Laurus nobilis

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MOLTIPLICAZIONE

La moltiplicazione avviene per seme o per moltiplicazione dei polloni che si formano alla base della pianta madre o per talea.

Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere una pianta ben precisa o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.

MOLTIPLICAZIONE PER SEMI

Si effettua in autunno distribuendo i semi in file parallele su un terriccio per semi. Per interrarli in maniera uniforme potete spingeteli sotto il terriccio usando un pezzo di legno piatto.

Un’operazione importante da fare prima della semina è la cosiddetta scarificazione vale a dire rendere lo strato esterno dei tegumenti del seme permeabile all’assorbimento dell’acqua e dei gas. Per far questo si immergono i semi in acqua bollente e si lasciano in ammollo fino a quanto l’acqua non si sarà raffreddata; oppure si può “graffiare” la superficie del seme con della carta vetrata a grana sottile o incidere lo strato esterno con un coltello facendo attenzione a non danneggiare “l’occhio” vale a dire quella piccola depressione che si nota nel seme.

Fatta questa operazione i semi vanno subito trapiantati.

Sarebbe buona norma, per prevenire eventuali attacchi di funghi, somministrare con l’acqua di irrigazione anche un fungicida ad ampio spettro, nelle dosi indicate nella confezione.

Il vassoio che contiene i semi va tenuto all’ombra, ad una temperatura intorno ai 20 – 23°C e costantemente umido (usare uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione.

Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio. Spruzzate l’acqua nella composta ogni volta che il substrato è sul punto di asciugarsi.

Ogni giorno si toglie la plastica per controllare l’umidità del terreno ed eliminare dalla plastica la condensa.

Una volta che i semi hanno germogliato, si toglie il telo di plastica, e via via che le piantine crescono, si aumenta la quantità di luce (mai il sole diretto), si riduce la temperatura intorno ai 18°C e si assicurerà una buona ventilazione. Tra tutte le piantine nate, sicuramente ci saranno quelle meno vigorose rispetto ad altre che vanno eliminatele in modo da dare più spazio alle piantine più robuste.

MOLTIPLICAZIONE PER TALEA

 

Tra la fine del mese di luglio e settembre si prelevano degli apici vegetativi dalle piante lunghi circa 10-13 cm.

Si raccomanda di tagliare con una lametta o con un coltello affilato per evitare le sfilacciature dei tessuti avendo cura che l’attrezzo che si usa per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.

Dopo aver eliminato le foglie poste più in basso, si immerge la parte tagliata in una polvere rizogena per favorire la radicazione.

Successivamente si sistemano le talee in una composta formata da una parte di torba ed una di sabbia grossolana. Si fanno dei buchi con una matita, tanti quante sono le talee e si sistemano come indicato nella foto. Avere cura successivamente di compattare delicatamente il terriccio.

La cassetta o il vaso si ricoprono con un foglio di plastica trasparente (o un sacchetto messo a cappuccio) e si colloca all’ombra e ad una temperatura intorno ai 15°C avendo cura di tenere il terriccio sempre leggermente umido (annaffiare sempre senza bagnare le piantine in radicazione con acqua a temperatura ambiente). Ogni giorno si toglie la plastica per controllare l’umidità del terreno ed eliminare dalla plastica la condensa.

Una volta che iniziano a comparire i primi germogli, vuol dire che la talea ha radicato. A quel punto si toglie la plastica e si colloca il vaso in una zona più luminosa, alla stessa temperatura e si aspetta che le talee si irrobustiscano.

Una volta che sono diventate sufficientemente grandi ed hanno prodotto nuovi getti vigorosi, si trapiantano nel vaso o nel terreno definitivo.

Non disturbare le talee fino a quando non avranno messo i nuovi getti.

Continua  a leggere… http://www.elicriso.it/it/piante_aromatiche/alloro/

Il marchi del Made in Italy acquistati dagli stranieri

krNumerose le aziende del Made in Italy che negli ultimi tempi sono state acquistate da holding straniere in tutti i comparti economici dalla moda, pensiamo a Krizia, all’arredamento Poltrona Frau, ai gioielli Pomellato e all’alimentare.Made-in-Italy-allestero

Una tendenza iniziata alla fine degli anni Ottanta e che non risparmia nessun settore. Parlando di agroalimentare, l’ultima acquisizione riguarda l’antico Pastificio Lucio Garofalo. Pasta Garofalo, una realtà imprenditoriale dalla storia ultra centenaria leader nella produzione di pasta premium, dal 1997 sotto il controllo della famiglia Menna, ha siglato un accordo preliminare per l’ingresso nella propria compagine azionaria, con il 52 per cento del capitale sociale, di Ebro Foods. Un gruppo multinazionale che opera nei settori del riso, della pasta e dei condimenti, quotato alla Borsa di Madrid, che detiene dal 2012 anche il 25% della Riso Scotti. Nelle intenzioni della famiglia Menna l’ingresso della Ebro faciliterebbe il lancio sul mercato internazionale di un simbolo dell’eccellenza gastronomica del nostro paese, quindi un’opportunità di crescita.garof

Secondo le stime di Coldiretti il valore dei marchi storici dell’agroalimentare italiano passato in mano a stranieri supera i dieci miliardi. Fatto positivo o negativo? La prima preoccupazione sta nella possibile delocalizzazione della produzione con la chiusura dei nostri stabilimenti e la conseguente perdita di posti di lavoro. Da non sottovalutare l’altro aspetto, il decadimento della qualità con l’utilizzo di materie prime non italiane. Un cambio nella mentalità gestionale è da mettere in conto.

Non solo le aziende alimentari, anche le proprietà agricole passano di mano e le acquisizioni straniere hanno registrato un aumento significativo in tutta la Penisola soprattutto in Toscana dove l’anno scorso un imprenditore cinese della farmaceutica di Hong Kong, ha acquistato per la prima volta un’azienda vitivinicola a Greve in Chianti, nel cuore della Docg del Gallo Nero.

Piera Genta

Despre ştiinta, istoria, cultura şi gastronomia italiană

Cu o moştenire arheologică, culturală şi literară uriaşă, Italia este, potrivit Uniunii Europene (UE), una din cele mai vizitate ţări din lume. Statul italian este renumit pentru arta culinară rafinată şi diversificată. Totodată, numeroase vedete sau oameni de succes cu recunoaştere internaţională sunt de origine italiană. În articolul de astăzi vă prezentăm câteva informaţii inedite cu privire la ştiinţa, istoria sau cultura Italiei.

Teritoriu şi oameni

Italia este o ţară predominant muntoasă (cu excepţia Câmpiei Po, în nord), situată între Munţii Alpi şi centrul Mării Mediterane. Teritoriul său cuprinde şi insulele Sicilia, Sardinia şi Elba, precum şi alte 70 de insule mai mici. Potrivit UE, Peninsula Italică înglobează şi două mici state independente: Vaticanul, în Roma, şi Republica San Marino. Eupedia.comdezvăluie câteva informaţii interesante cu privire la teritoriul şi populaţia statului italian. Astfel:

  • Numele “Italia” provine din cuvântul grec “italos”, care înseamnă viţel. Denumirea a fost acordată iniţial regiunii Calabria, de către colonişti greci, în secolul al optulea î.Hr. Ulterior, numele a fost atribuit întregii peninsule aflate sub conducerea împăratului roman Augustus;
  • Există 15 limbi minoritare recunoscute oficial în Italia. În această categorie sunt incluse atât limbile native, cum ar fi sarda și friulana, cât şi limbile țărilor vecine (catalană, occitană, franceză, slovenă, croată, albaneză și greacă);
  • Italia are cele mai mici rate din lume în ceea ce priveşte fertilitatea şi natalitatea;
  • Un raport UNICEF întocmit în 2007, privind bunăstarea copilului în ţările bogate, a plasat Italia în rândul ţărilor cele mai bune pentru întemeierea unei familii;
  • Singurii trei vulcani activi din Europa (Etna, Stromboli şi Vezuviu) se află în sudul Italiei. De asemenea, Muntele Etna este cel mai activ vulcan din lume.

Istoricul ţării şi Moştenirea culturală

Potrivit Eupedia.com, Italia este cea de-a patra cea mai vizitată ţară din lume, cu peste 40 de milioane de vizitatori străini anual. De istoricul statului italian se leagă însă şi alte date importante:

  • Italia a fost leagănul civilizaţiilor etrusce şi romane, precum şi centrul primului şi celui mai mare imperiu din Europa, Africa de Nord şi Orientul Apropiat;
  • oraşul Siracuza din Sicilia a fost cândva cel mai mare oraş antic grecesc din lume;
  • cel mai mare edificiu creştin din lume este Bazilica Sfântul Petru din Roma;
  • Italia nu a fost un stat unificat până în anul 1963.

Gastronomie

Potrivit UE, arta culinară italiană este printre cele mai rafinate şi variate din Europa – de la aromele picante din zona Napoli şi Calabria şi mâncărurile cu sos pesto din Liguria, până la brânzeturile şi risotto-urile din Alpii italieni. Gastronomia italiană mai are câteva particularităţi, conform eupedia.com:

  • Prima pizzerie adevărată din lume, Antica Pizzeria Port’Alba, a fost deschisă în Napoli în 1830.
  • În Italia există peste 140 de tipuri de paste făinoase. Totodată, fiecare italian consumă în medie 25 de Kg de paste în fiecare an;
  • Există mii de deserturi tradiţionale şi regionale în Italia. Cu toate acestea, tiramisu, cel mai renumit desert italian, a fost inventat în anii ’70.

Cultură, istorie, știinţă

Italia a fost leagănul Umanismului medieval şi al Renaşterii (care a început în secolul al XIV-lea, în nordul ţării). Potriviteupedia.com:

  • În Italia se află Universitatea Bologna, cea mai veche universitate europeană, fondată în 1088. Alte 13 universităţi italiene au o vechime de 500 de ani;
  • Primele bănci moderne din Europa au apărut în Genova în secolul al XII-lea. Tot în Genova a fost înregistrată public prima operaţiune financiară în anul 1150. În Genova a fost încheiat şi cel mai timpuriu contract de schimb valutar;
  • Cea mai veche bancă din lume, Monte dei Paschi di Siena, realizează operaţiuni bancare din 1472;
  • Cei mai mulţi dintre artiştii faimoşi ai lumii au fost italieni: Botticelli, Michelangelo, Leonardo da Vinci, Donatello, Fra Angelico, Tintoretto, Caravaggio, Bernini, Titian, Raphael, printre alţii;
  • Italienii au inventat viola, vioara, violoncelul şi pianul. Tot ei au fost reprezentanţii de seamă ai muzicii baroce (Vivaldi, Corelli, Monteverdi, Albinoni);
  • Ceasul mecanic, barometrul, termometrul, ochelarii optici şi telefonul sunt invenţii italiene;
  • Italienii iubesc pisicile atât de mult, încât legea spune că dacă o pisică este omorâtă, persoana respectivă poate primi o amendă de 10.000 de euro şi 3 ani de închisoare;
  • În 1994, Severino Antinori, medic ginecolog si embriolog a asistat la naştere pe una dintre cele mai bătrâne mame din lume;
  • Cel mai vechi festival de film din lume este „Venice Film Festival”, apărut în 1932.

Construcţiile şi Moştenirea culturală

Enciclopedia eupedia.com oferă câteva informaţii inedite cu privire la construcţiile din Italia. Astfel:

  • Bazilica Sfântul Petru din Roma este cea mai mare biserică creştină din lume, iar construcţia ei a durat 120 de ani (1506-1626);
  • Coloseumul din Roma este cea mai mare clădire antică dedicată divertismentului; Totodată, cele mai mari amfiteatre romane din Italia sunt cele de la Capua şi Verona;
  • Catacombele din Roma se întind pe o suprafaţă de 13 km şi acoperă aproape 40 de mii de morminte;
  • Parcul Mandria Regional din comuna Venaria Reale, în apropiere de Torino, este cel mai mare parc urban, cu o suprafaţă de peste 3000 hectare pământ.

Economie şi Tehnologie

În Italia, Parlamentul bicameral este format din Senat (Senato della Repubblica) sau Camera Superioară şi Camera Deputaţilor (Camera dei Deputati). Alegerile au loc o dată la cinci ani, conform UE.

Italia a aderat în Uniunea Europeană în anul 1956 şi este membru fondator. De asemenea, statul face parte din spaţiul Schengen din anul 1990.

Potrivit Eupedia.com, se estimează că Italia are cea mai mare economie neagră din Europa de Vest. Totodată:

  • Principalele sectoare economice din Italia sunt turismul, moda, ingineria, chimia, industria automobilelor şi cea alimentară. Regiunile nordice italiene sunt printre cele mai bogate din Europa;
  • În Italia se află cei mai mulţi dintre designerii celebri, cum ar fi Gucci, Prada, Versace, Dolce & Gabbana, Giorgio Armani, Ermenegildo Zegna, Gianfranco Ferré, Salvatore Ferragamo, Roberto Cavalli, Fendi, Valentino, Trussardi, Benetton etc;
  • Multe dintre maşinile sport de renume sunt italiene. Printre acestea se numără Ferrari, Lamborghini, Maserati, Bugatti sau De Tomaso;
  • Scuderia Ferrari este cea mai veche şi cea mai de succes echipă care participă la Campionatul Mondial de Formula 1;
  • Conform Băncii Mondiale, Italia este cel mai diversificat exportator din lume. Primele cinci produse de export ale Italiei reprezintă 12,9% din totalul exporturilor.

Italieni în jurul lumii

Sudul Italiei a reprezentat mult timp un tărâm pentru migraţii. În prezent, numărul italienilor care locuiesc în afara Italiei este aproape egal cu numărul celor care locuiesc în ţară (aproximativ 60 milioane, de fiecare parte). Italienii imigranţi din Europa de Vest, America de Nord şi Sud dar şi cei din Australia s-au adaptat cu succes în aceste state. Ei nu numai că au răspândit tradiţia bucătăriei italiene în lume, dar unii dintre ei au devenit, fie vedete, fie au reuşit să ocupe poziţii înalte în guvern sau în corporaţii. Printre aceştia se numără: Rudolph Valentino (primul sex-simbol de la Hollywood), Frank Sinatra (actor şi muzician), Al Pacino (actor la Hollywood), Robert de Niro (actor la Hollywood), Leonardo di Caprio (actor la Hollywood), Madonna (actriţă şi muziciană), Francis Ford Coppola (regizor de film), Quentin Tarantino (scenarist, regizor de film şi actor), Sam Palmisano (CEO al companiei IBM), Leonard Riggio (deţinătorul Barnes&Noble, cea mai mare editură din lume), Rubens Barrichello (pilot de Formula 1) etc.

Cursuri A_BEST de limba italia

Centrul de Limbi Străine A_BEST organizează cursuri de limba italiană, în sistem individual/ pereche. Cursurile sunt recomandate persoanelor care au nevoie să înveţe italiana cu accent pe un anumit limbaj (bancar, financiar, resurse umane, IT etc.) și care doresc să studieze conform unui curriculum personalizat, într-un cadru restrâns, astfel încât să beneficieze de atenție maximă din partea trainerului. Persoanele interesate să se înscrie la cursurile de pregătire pot consulta un calendar cu programarea sesiunilor de curs aici.

Sursa articol aici.

Sursa foto aici.

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